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«Pertini assassino e brigatista». Consigliere leghista attacca il “partigiano” e poi si scusa

«Pertini assassino e brigatista». Consigliere leghista attacca il “partigiano” e poi si scusa

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  1. Marozin ha detto:

    Luisa Ferida ed Osvaldo Valenti tanto non dicono niente…

  2. Carlo ha detto:

    Condivido il pensiero di Maurizio Pinna. Beh, io vado ogni anno al campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano e non dimentico di portare una rosa anche a Luisa Ferida.

  3. Andrea De Benedetti ha detto:

    Basterebbe riportare l`intervento del compagno Pertini Sandro da Stella San Giovanni (Savona) fatto alla Camera quando ricordo` la “mitica” figura del BOIA Massimo Giuseppe Stalin in occasione della morte del dittarore comunista, Una cosa VERGOGNOSA non degna di un democratico. Ma Pertini era solo antifascista e per essere democratici bisogna essere anche ANTI-COMUNISTI.
    Quando Pertini pronuncio` lo sperticato elogio a Stalin era vicinio ai 60 anni e quindi
    avrebbe dovuto avere gia` l`eta` della ragione

  4. eu7yZnsfvR ha detto:

    I compagni del pensiero unico si arrogano anche il diritto di aggiustare la Storia a modo loro, peraltro i leghisti dovrebbero documentarsi meglio, citare dati , fatti e fonti e poi vorrei proprio vedere a cosa si attaccherebbero i “professori” del soviet dei docenti. Il “più amato dagli Italiani” fu il più acceso tra i dirigenti del CLN nell’ esigere che il proclama del 25 aprile 1945 contenesse la formula per cui uomini e donne [donne SPECIFICATO] in uniforme della RSI fossero immediatamente passati per le armi senza bisogno di processo, peraltro qualcuno venne “processato” dai tribunali volanti di partigiani comunisti e spesso mezzo analfabeti.
    In particolare, come risulta dagli atti del processo celebrato nel 1957, il nostro eroe prese di mira tale Capitano Osvaldo Valenti, della X Divisione di Fanteria della Marina Repubblicana, e la di lui compagna Luisa Ferida, ordinando al Comandante partigiano Giuseppe Marozin, della Brigata partigiana Pasubio, affluita a Milano, di procedere subito alla fucilazione dei suddetti. Il Marozin fece presente che la Signora era in stato interessante e che risultava estranea, come verrà poi appurato in successivo processo, ai fatti addebitategli. Il nostro eroe fu irremovibile e tempestò per tutta la giornata del 30.4.1945 il malcapitato partigiano, fino a che, la sera dello stesso giorno i due vennero ammazzati davanti al cinema Poliziano a Milano.
    Casualmente, il 4.5.1945,ad Arzignano, il Marozin venne fatto oggetto di raffiche di mitra sparate da partigiani comunisti della Garenni e solo miracolosamente scampò. Come detto, nel 1957 a Vicenza si celebrò un processo in cui lo stesso venne condannato per omicidio, ma nel frattempo vi era stata la amnistia Togliatti e i testimoni erano espatriati in Cecoslovacchia, per cui non se ne fece nulla.
    Può bastare?

di Marta Lima - 28 Gennaio 2020