Partito dall’Italia il drone che ha ucciso Soleimani? Di Maio smentisce, ma…

lunedì 6 gennaio 10:48 - di Leo Malaspina

Il drone che ha ucciso il generale Soleimani è partito dalla base di Sigonella? Da fonti non controllate, in questi giorni, si è diffusa una voce che se confermata metterebbe a rischio la sicurezza nazionale. Ecco perché, in mezzo a una ridda di voci, il “distratto” miniostro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha tenuto a smentire. “Da qualche giorno leggo false notizie sul fatto che il drone statunitense che ha colpito Soleimani in Iraq sia partito dalle basi Nato italiane. È assolutamente falso“. La dichiarazione è stata affidata a Fb. Il ministro prosegue così. “In queste ore insieme al ministero della Difesa siamo al lavoro per garantire la sicurezza dei nostri soldati e scongiurare una ulteriore escalation. Senza clamori, senza slogan e senza iniziative improvvisate. Ai nostri uomini e donne in uniforme va il mio augurio di buon lavoro e la nostra vicinanza come governo”, conclude Di Maio.

La fuga di notizie sul drone che ha ucciso Soleimani

La notizia era apparsa su alcuni organi di informazione. Si sosteneva la tesi che i droni partiti dalla base aerea di Sigonella, in Sicilia, fossero stati utilizzati nell’operazione che ha portato all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Con tanto di polemiche, a sinistra, sull’utilizzo della basi Nato. E da destra sull’utilità del blitz.

La precisazione era arrivata anche ieri direttamente dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. “Per quanto riguarda la missione in Iraq sarà la coalizione, con tutti i suoi componenti, a determinarne gli sviluppi, nel quadro dei contatti sempre frequenti fra gli Stati maggiori della Difesa dei paesi membri che ad oggi ha portato alla sospensione temporanea delle attività addestrative”.

Che cosa hanno utlizzato gli americani

Il drone utilizzato dagli Stati Uniti per mettere a segno l’attacco mortale contro il generale iraniano Qassem Soleimani è l‘MQ-9 Reaper, originariamente conosciuto come Predator B. Secondo quanto riportato dal sito specializzato “Avionews”, l’aereo senza pilota a controllo remoto è uno dei primi Uav (Unmanned Aerial Vehicle) hunter-killer progettato per la sorveglianza a lunga autonomia, ed a elevate altitudini. Il drone avrebbe sparato quattro missili contro due auto che stavano trasportando  il capo della Niru-ye Qods ed altri alti funzionari vicino l’aeroporto di Baghdad. L’esplosione è stata talmente violenta che l’identificazione di Soleimani sarebbe stata possibile solo dal grande anello che aveva l’abitudine di indossare al dito.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 8 gennaio 2020

    Ora si che si deve muovere ” Vola Giggino, vola Giggetto ” sempre su qualche aereo a portare pace nei luoghi bui dei conflitti medio orientali e nord africani, sperando che si limiti a stringere mani e non parlare per evitare di trascinare l’Italia nella mer….. anche se ci siamo fino al collo grazie a loro. Sigonella e’ si in Sicilia ma e’ sotto mando USA, quindi e’ come se il drone fosse partito da Washington. Ma queste cose er sor giggetto non le sa e la diplomazia non e’ certo il suo forte. Behhhh !! Staremo a vedere come finira’.

  • Renato Renzi 7 gennaio 2020

    E così fosse stato siamo tenuti in così poca, nulla considerazione da non essere neanche preavvertiti ?

  • Alberto Lazzari 7 gennaio 2020

    E se anche fosse partito da Sigonella quale è il problema se non trattati firmati e sottoscritti dai rispettivi governi; magari i ns politici avessero attributi per prendersi queste responsabilità .

  • pinco pinchi 7 gennaio 2020

    americani fessi e vigliacchi

  • Semper Fidelis 6 gennaio 2020

    Oorah !!!

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