Non è un derby, non servono tifoserie. Tra Usa e Iran (e Libia) si rischia la terza guerra mondiale

sabato 4 gennaio 6:00 - di Francesco Storace

Iran-Usa non è una partita da curva sud e non è molto intelligente mettersi a dispensare applausi ad una delle due squadre in campo. Perché da quelle parti – e ancora più vicino alle nostre parti, Libia – rischia di esplodere una nuova guerra mondiale. Perciò, placarsi, please.

Trump ha incenerito il nemico. Ha restituito al Creatore in modo spietato una figura simbolo del regime. Ma il problema non è Donald. E’ l’America. Perché Clinton, Obama e via discorrendo non avrebbero fatto cosa diversa, come non ha mancato di far notare Ignazio La Russa, che da ex ministro della Difesa ben conosce le storie di questo mondo. Washington vuole sempre dettare l’agenda dell’unilateralismo. Ma siccome i danni rischiano di essere nostri, è bene che chi ha voce e soprattutto cervello lo dimostri.

Alleati sì, servi mai: è qui la tradizionale politica estera della destra italiana

Non serve scaldarsi per gridare quant’è fico al presidente degli Stati Uniti. E ha fatto bene, benissimo, Giorgia Meloni a rifiutare la logica del derby. Non lo è neppure quello con Salvini, che ha preferito abbracciarsi alla Casa Bianca. La leader di Fratelli d’Italia, molto più semplicemente, si richiama alla tradizione della politica estera italiana. Che ha visto anche la destra coerentemente schierata dalla parte dell’Occidente, ma ad una condizione precisa, riassunta in uno slogan felice e sempre attuale: alleati sì, servi mai.

Commenti

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  • Natalino mezzanotte 5 gennaio 2020

    Bomba nuclare al parlamento Italiano, eliminare i massoni

  • Lorenzo Allori 5 gennaio 2020

    Condivido la prudenza dell’analisi del direttore. Invece non sono affatto d’accordo con l’esultanza affrettata di Salvini. Il terrorismo è fomentato da altri paesi, che noi stranamente consideriamo alleati. Questi sono gli stessi paesi che hanno rafforzato l’islamismo nei Balcani, a poca distanza da noi, attraverso la dissoluzione della Jugoslavia.

  • Giuseppe Forconi 5 gennaio 2020

    Fin dagli inizi (le guerre cristiane) il medio oriente e’ stata una mina attiva con sporadiche luci di pace, ma in realta’ i medio orientali , anche se battono differenti bandiere,. sono tutti uguali. Basta una semplice scintilla per far scoppiare una guerra. Ma veniamo a noi italiani, pur non volendo, ci troviamo sempre nel mezzo fra due litiganti. Quello che fa paura e’ che la nostra rappresentanza estera e’ in mano a personaggi inqualificabili e incapaci di gestire un problema come la politica estera e che potrebbero portarci alle porte di un disastro Nazionale, considerando i forti interessi commerciali che l’Italia ha in quei Paesi. Fermate i pentastellari prima che distruggono il Paese.

  • Giovanni Acquaviva 4 gennaio 2020

    Qui non si tratta di derby, ma semplicemente di dimostrare e far capire a Donald Trump che lui, forse perché poco e male informato, ha proprio sbagliato tutto a dare mprovvidamente il suo endorsement a conte e ai suoi malnati complici. La cosa, come ben sappiamo tutti, ha avuto e sta avendo per noi Italiani conseguenze drammatiche, perché non può esistere un governo peggiore di quello attuale, formato da comunisti in combutta con giustizialisti, verdi, ignoranti e dilettanti allo sbaraglio. Quindi, secondo me, Salvini fa benissimo ad appoggiare Trump, a cercare di ingraziarselo e a stargli vicino, perché forse solo da oltre oceano potrà arrivare la spinta decisiva per far cessare definitivamente questo governaccio. Se aspettiamo l’europa, il p.d.r. o la volontà dei poltronari di andare a casa, mi sa tanto che aspettiamo un pezzo! Mi permetterei quindi di consigliare a Giorgia Meloni e ai suoi collaboratori di evitare inutili, divisive e sterili polemiche. Cercare di primeggiare in una coalizione di opposizione è del tutto inutile e controproducente, e rischia di farci perdere tutti. Qui in emilia Romagna ci stiamo giocando una partita fondamentale, e solo un centro-Destra unito può vincerla. Dopo penseremo a suddividerci gli incarichi, ma adesso dobbiamo solo pensare a come ottenerli. A rompere l’accordo bastano già gli “azzurri”, che sono sempre con i piedi in due staffe e pronti al tradimento.

  • Rodolfo 4 gennaio 2020

    Europa e niente da cena, la stessa roba. La turchia va espulsa dalla NATO.

  • Rodolfo 4 gennaio 2020

    Il presidente obama dopo e clinton prima hanno portato il disordine mondiale lasciando che teocrazie islamiche spadroneggiassero in medio oriente ma non solo e alimentassero il terrorismo del quale l’europa imbelle ne fa le spese seppur sostenendo con la mogherini quei regimi. Certo, agli europei abituati a subire per viltà le azioni islamiche, dà fastidio che vi sia qualcuno che reagisce dopo che gli hanno assalito l’ambasciata a Bagdad e anni prima con la clinton gli hanno massacrato l’ambasciatore in Libia.Sino ad ora le difese dell’occidente sono prese da Israele, bombardamento delr eattorte nucleare e dagli USA di Trump. Algi aatollaà il segnale chiaro: occhia alla vostra pelle. Ne abbiamo piene le balle del vostro allah. Tenetevelo e non rompeteci. Altrimenti…..

  • ivo 4 gennaio 2020

    Non diciamo cazzate senza entrare nel merito non si tratterebbe assolutamente di. Una guerra mondiale nessuna potenza mondiale si schiererebbe militarmente contro gli USA e a favore della illiberale teocrazia iraniana

  • Ewiak Ryszard 4 gennaio 2020

    Gesù ha detto: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che [tutto] questo avvenga, ma non sarà ancora la fine [telos – in questo contesto: compimento, adempimento].” (Matteo 24:6) La guerra nucleare globale, (questo sarà il compimento del segno presentato da Gesù), inizierà con un conflitto etnico: “Poiché si leverà nazione contro nazione”, come nel 2008 in Georgia. (Matteo 24:7)

  • Ryszard Ewiak 4 gennaio 2020

    Per adesso possiamo dormire tranquillamente. Dove stiamo andando però? Nel libro di Daniele leggiamo: “Al tempo fissato [il re del nord ] tornerà [questo significa anche la disgregazione dell’UE e della NATO. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia]. Ed entrerà a sud [vero “detonatore” sarà il conflitto etnico a sud dei confini della Russia], ma non sarà come la prima volta [2008 – Georgia] e come l’ultima volta [Ucraina].” (Daniele 11:29) Ma la terza volta sarà l’intervento degli Stati Uniti. (Daniele 11:30a)

    Gesù ha detto: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che [tutto] questo avvenga, ma non sarà ancora la fine [τελος – in questo contesto: compimento, adempimento].” (Matteo 24:6)

    La guerra nucleare globale, (questo sarà il compimento del segno presentato da Gesù), inizierà con un conflitto etnico: “Poiché si leverà nazione contro nazione”, come nel 2008 in Georgia. (Matteo 24:7)

  • beppe 4 gennaio 2020

    Non credo che arriveranno a una guerra atomica ci perderemmo tutti non solamente Usa-Iran.

  • Roberto Paolozzi 4 gennaio 2020

    Bisogna essere cauti e verificare le notizie. Vogliono far passare Solemaini come terrorista anche se risulta essere stato un feroce oppositore dell’ISIS. Ma se è così perché Trump o chi per lui lo avrebbe ammazzato ? Per questo andiamoci piano prima di fare dichiarazioni che potrebbero essere basate su una manipolata conoscenza della realtà !

  • ardito 4 gennaio 2020

    Gli Americani prima smetteranno di considerare il pianeta come il loro bancomat e pensare che la loro “forma mentis” sia esportabile in ogni luogo, sarà di vantaggio per tutti.

  • federico 4 gennaio 2020

    Fino al 68 gli USA facevano i “gendarmi del mondo”, combattendo contro pazzi criminali quali i khmer rossi, che hanno effettuato stermini di massa, vietcong, nordcoreani, che hanno portato fame e miseria. Dopo il 68, gli USA sono diventati progressivamente i “guardiani del Medio Oriente”
    Trump aveva ritirato le truppe dalla frontiera curda dicendo che i soldati americani non dovevano morire in Medio Oriente, ora manda 3.500 soldati. Ricorda qualcuno che giurava e spergiurava che mai un soldato americano sarebbe morto per le faccende interne europee.

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