Mussolini non può avere pace neanche in Chiesa. L’ultima assurdità di Anpi e Rifondazione

martedì 28 gennaio 13:56 - di Mia Fenice
Mussolini

Benito Mussolini e la figlia Anna Maria sono ricordati nel santuario di Sant’Antonio a Mortara. Nella cappella c’è una targa che riporta i loro nomi e le loro foto. Ma per Rifondazione e Anpi la targa va rimossa. Come riporta laprovinciadipavese.it Anna Maria Mussolini si era sposata nel 1960 con un mortarese. Giuseppe Negri era noto nel mondo dello spettacolo come Nando Pucci. Nei giorni scorsi in prossimità Rifondazione Comunista e l’Anpi di Mortara hanno chiesto che la diocesi di Vigevano di far togliere la targa. Ma monsignor Emilio Pastormerlo ha precisato: «La diocesi interverrà solamente in caso di richieste ufficiali da parte di enti o istituzioni».

Mussolini, proteste di Rifondazione e Anpi

Giuseppe Abbà, consigliere comunale di Rifondazione ed ex sindaco spiega a laprovinciadipvese.it: «Andremo a posizionare una pietra d’inciampo in memoria di Cesare Capettini, morto nei lager nazisti: non mi sembra giusto che una nostra chiesa conservi una targa con il nome e la fotografia di Benito Mussolini. Non sto criticando il nome della figlia Anna Maria, che aveva sposato un mortarese, ma quello del padre, che tanti lutti causò a Mortara e all’Italia. Non dimentichiamo che nel primo dopoguerra a Mortara nacque lo squadrismo fascista di Cesare Forni, allora uno dei più stretti collaboratori del Duce».

Pietro Rusconi, presidente dell’Anpi di Mortara, si appella alla diocesi di Vigevano. Chiede di intervenire per far togliere quanto prima il nome di Benito Mussolini. «Sono esterrefatto e indignato».

La targa

La targa, riporta ancora lavocedipavese.it, fu posizionata dalla famiglia Negri. Oggi a Mortara vive Carla Negri, sorella di Giuseppe nata nel 1930. «Quella scritta – spiega al quotidiano – è stata posta dalla nostra famiglia subito dopo la morte di mia cognata Anna Maria, scomparsa nel 1968. Abbiamo inserito anche il nome e la fotografia del Duce, suocero di mio fratello, sia per motivi familiari sia perché la mia famiglia ha sempre manifestato simpatia per Benito Mussolini».

Commenti

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  • Giuseppe 30 gennaio 2020

    La violenza comunista e l’anacronistica funzione dell’anpi sono evidenti a tutti. Entrambi predicano odio e sono portatori di una memoria divisiva. La targa deve rimanere al suo posto anche perché è stata posta 51 anni fa e se non recava problemi allora non vedo perché li debba creare oggi . Solo odio politico. L’anpi non deve essere finanziata con i soldi pubblici deve essere un un’associazione privata che si autofinanzia.

  • n 29 gennaio 2020

    Siete dei Stalinisti, figli suoi.

  • Edda Negri Mussolini 28 gennaio 2020

    Come detto nell’ intervista al corriere questa targa fu fatta mettere da mio padre in ricordo di mia madre morta in quell’anno. Papà ne fece mettere una in ricordo anche di suo papà, cioè mio nonno Silvio e di suo suocero cioè mio nonno Benito Mussolini. Quella targa, per cui fu fatta anche un’offerta, è lì da oltre 52 anni e nessuno ha mai protestato. In anni in cui forse vi erano persone che potevano farlo a maggior ragione visto che avevano vissuto da una parte e dall’altra quel periodo. Ora se ne accorgono? Non vi è nessuna esaltazione ma solo ricordare i propri morti. Ora non possiamo fare più neanche quello?

  • massimo sbordoni 28 gennaio 2020

    I signori ( sifa per dire!) hanno ancora paura dei morti, soprattutto di quelli (tanti) di cui si sono resi responsabili a guerra finita! La piantassero e trovassero pace nella loro mediocrità!

  • Anna Maria Pilotto 28 gennaio 2020

    Abbiamo strade dedicate a Stalin, a Marx e altri efferati antisemiti e anche persecutori di Ebrei. Questo va bene? Ovviamente ai comunisti sì.

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