Luigi Di Maio non molla l’incarico di tesoriere. Il M5S smentisce le notizie di un suo passo indietro

domenica 19 gennaio 13:46 - di Sara Gentile
Di maio

Luigi Di Maio non sarà più tesoriere del Movimento 5 Stelle, carica che ricopre dal 2017. Anzi no, resterà al suo posto. Lo staff  di Di Maio smentisce le notizie che sono state pubblicate sui giornali di oggi. «Smentiamo le varie ricostruzioni giornalistiche secondo cui il capo politico M5S Luigi Di Maio avrebbe intenzione di lasciare la carica di tesoriere. Notizia del tutto illogica. O avviare nuove cose organizzative. Il capo politico ha sempre parlato di maggiore collegialità e, a tal proposito, il
riferimento è alla nuova riorganizzazione già avviata con i nuovi facilitatori che servirà a dare nuova forma e forza al Movimento 5Stelle, in vista degli Stati Generali di marzo».

Lo staff del leader 5S

E poi l’attacco: «Troviamo altrettanto grave che in una giornata così delicata e complessa per l’Italia e per l’Ue, impegnate sul dossier libico in occasione della Conferenza di Berlino, i giornali colgano occasione per parlare del M5S riportando notizie infondate».

Di Maio non fa nessun passo indietro

La notizia era stata anticipata dal Corriere della Sera.  Una novità che avrebbe potuto ora aprire a nuovi scenari politici, soprattutto in vista degli Stati generali. Come definito dall’articolo 12: «Il tesoriere è il rappresentante legale del Movimento 5 Stelle in tutte le attività economico-finanziarie. Ha la responsabilità della gestione amministrativa e della politica finanziaria del Movimento 5 Stelle. E ne apre e gestisce i conti correnti bancari e postali». E non è rieleggibile per più di due mandati consecutivi, quindi Di Maio avrebbe avuto il diritto di rimanervi fino al prossimo settembre. Invece, il leader politico ha deciso di andarsene prima. Un’idea supportata dal fatto che proprio ieri, durante la campagna elettorale in Calabria, Di Maio aveva detto che una persona sola non può guidare il Movimento e che gli Stati generali saranno un momento “per mettere finalmente in piedi una nuova Carta dei valori e un’organizzazione più efficace».

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