L’odio di Virginia Raggi contro gli urtisti: li caccia dalla piazze. Ma gli immigrati con le loro cianfrusaglie restano

venerdì 17 gennaio 14:38 - di Redazione
urtisti

Virginia Raggi caccia gli urtisti dalle piazze. Presi di petto in maniera incredibile, gli ambulanti che vendono oggetti legati alla religione cattolica da tempo immemorabile, mostrano una pazienza infinita. La sindaca li sgombera dalle piazze del centro dove invece restano i clandestini che vendono abusivamente le loro cianfrusaglie. È quanto denuncia 7Colli sulla sua pagina Facebook.  «L’antica categoria – per la massima parte appartengono alla comunità ebraica – sembra essere vista come nemica dall’amministrazione del Campidoglio. Ed è costretta a proteste continue. Ieri, qualcosa è apparso maturare in una “trattativa” davvero complicata con il Comune di Roma.

La tregua degli urtisti

«Abbiamo deciso di sospendere la protesta fino a lunedì per dare un segnale di buona volontà alla cittadinanza, alle forze dell’ordine e all’amministrazione». A dirlo, Angelo Pavoncello, vicepresidente Ana Associazione nazionale ambulanti, e Giovanni Di Veroli, copresidente degli urtisti A1, alla fine del presidio della categoria al Pantheon. Dopo giorni di protesta contro le delocalizzazioni, gli urtisti hanno dunque deciso di interrompere la protesta civile, almeno fino a lunedì.

L’ultimatum

La posizione è arrivata dopo la comunicazione degli uffici capitolini. «Il direttore del dipartimento Attività produttive – dicono a 7 Colli – ha detto che è stato sospeso a data da destinarsi lo spostamento delle postazioni degli ambulanti in rotazione di via Ferrari e piazza Vittorio. Era una nostra richiesta accolta dal Campidoglio sulla base delle incongruenze che abbiamo riscontrato. Per questo vogliamo dare un segnale anche noi e ci fermiamo fino a lunedì perché intravediamo la volontà dell’amministrazione di andare a fondo nella verifica degli atti, sperando che lo facciano anche sugli urtisti. Per buonsenso, sospendiamo dunque l’ultimatum di 48 ore, sperando che accada qualcosa e, se non sarà così, riprenderemo le proteste».

“Urtista”, l’origine del nome

Il nome deriva da quel piccolo urto che con la cassetta piena di santi, papi, madonne e rosari portata al collo con una cinghia di tela, davano ai pellegrini di piazza San Pietro per attrarre la loro attenzione.

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