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Libia: razzi sull’aeroporto di Mitiga, dove c’è il contingente italiano. L’imperialismo turco preoccupa anche gli arabi

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  1. Mario Donnini ha detto:

    Il commento all’articolo di Giovanni Trotta, di ieri mercoledì 22 gennaio, è l’occasione per toccare i temi nevralgici del Mare Nostrum: Si comincia dalla Libia, per andare alla Turchia, alla Grecia, all’immigrazione, al al traffico di esseri umani, alle sciocche iniziative sulla Libia da parte dell’Unione europea e, così, dalla missione sciagurata delle marine da guerra alle inutili conferenze per la pace di Palermo e di Berlino, al traffico di armi e al vero motivo d’interesse degli europei e dei turchi: il petrolio. Ma la critica a europei e turchi ci sta, ma è nella natura delle cose che le risorse incommensurabili della Libia attraggano questi paesi. Meno naturale è che l’Italia, con il cappuccio calato sugli occhi dell’ONU – sempre più inutile -, dalle alleanze e dai trattati internazionali con la NATO e con l’Unione europea, abbia lasciato bombardare, ammazzare e, ora, invadere il suo vicino, ieri come oggi, anche alleato. Sto dicendo che abbiamo rinunciato, a mio parere, per incapacità e interessi personali, ad esercitare una politica estera di vicinato, abdicato al nostro ruolo di centro del Mediterraneo, rinunciato a sostenere le nostre imprese dell’energia e mi sovvengono le parole amare di un ministro albanese, a Tirana, poco più di venti anni fa: ”Mario, ci avete deluso. Contavamo che sareste venuti a mettere ordine, ad accompagnarci e, invece, avete paura di tutto.” Ed è vero. Abbiamo paura, non perché manchi il coraggio, ma perché chi ci guida non deve rispondere al popolo italiano: non deve avere una personalità, uno spessore, un carisma che gli consenta di adempiere al suo dovere, di imporsi, se necessario; se, eccezionalmente, li possiede, deve vendere l’anima al diavolo che gli propone l’opzione fra usare in modo limitato il potere politico o il piombo. Voglio ricordare tre italiani coraggiosi: Enrico Mattei, Aldo Moro, Gianluca Buonanno. Questo accade perché non abbiamo perso soltanto la guerra, ma la morale e la consapevolezza del nostro essere al centro del Mediterraneo. La guerra inconsulta, che sia stata imposta con l’inganno o che si sia profittato della nuova grandigia, ci ha portato la sconfitta militare, materiale e morale. Ora, le Forze Armate le abbiamo ricostruite e sono presenti in Africa, con 18 missioni, in Europa con 14 e in Asia con 13; l’Italia materiale era resuscitata nel miracolo economico, con il sudore dei lavoratori, ormai, svenduto all’Europa da quelli che si appellano sinistra; e l’Italia morale? Ci sono modi e modi di perdere. Bisogna saper perdere e, sicuramente, il tradimento è il peggiore dei modi. Abbiamo perso perché non eravamo all’altezza del conflitto, dal punto di vista industriale e militare, ma, per molti, anche morale, perché una buona mano l’hanno data i traditori e chi erano e quanto valessero l’hanno scritto con il sangue della guerra civile, durante e dopo la guerra. Non basta! L’hanno scritto e lo continuano a scrivere arraffando, strappando figli alle madri, bestemmiando Dio, Patria, Famiglia. Si sarebbe dovuto fare ammenda del tradimento, di una scelta, almeno sofferta, in nome del nobile fine della democrazia; ma era questa la democrazia? Vedo minoranze fameliche occupare gli scranni, i poteri dello Stato, le istituzioni i principi fondanti della Costituzione: primo il Lavoro! ribaltati dai servi di poteri stranieri, da quisque de populo, che vengono pescati dal fondo e innalzati, che non conoscono vergogna e pudore, cercano la prima fila, e amano solo il potere, effimero, di uno Stato che, invece, anela e deve rinascere! La lingua batte dove il dente duole; ma se vogliamo adempiere al nostro ruolo in Mediterraneo, come in Europa e nell’Occidente, è dagli italiani che si deve ripartire. Dagli italiani; ma è alle italiane che va il mio pensiero. Siete le donne più donne d’Europa, il simbolo della libertà. Siate le madri del nostro futuro!
    Grazie a Giovanni Trotta e al direttore del Secolo per questo spunto.
    Mario Donnini, associazioneeuropalibera.wordpress.com

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di Giovanni Trotta - 22 Gennaio 2020