Libia, il “flop” di Berlino consente alla Turchia di proseguire l’invasione. Onu e Ue impotenti

lunedì 20 gennaio 13:47 - di Giovanni Trotta
libia esercito turco

Libia, la Conferenza di Berlino è fallita. E la Turchia del dittatore Erdogan ne approfitta.  “La Conferenza di Berlino rappresenta un’opportunità per far andare avanti il processo politico. Le guerre per procura e i giochi ambigui non porteranno pace, sicurezza e prosperità per la Libia. Devono finire. La Turchia continuerà a sostenere il popolo libico”. È quanto ha scritto infatti stamani in un tweet il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin.

In Libia migliaia di mercenari siriani pro-Turchia

A riprova di questo, in Libia sono attualmente impegnati oltre duemila mercenari siriani sostenuti dalla Turchia e altri vengono attualmente addestrati per recarsi nel Paese. La Turchia intende inviare circa seimila siriani in Libia a sostegno del governo di accordo nazionale del premier-fantoccio libico Fayez al-Serraj. Circa 2.400 combattenti sono già stati trasferiti a Tripoli, mentre altri 1.700 reclutati sono arrivati in Turchia per partecipare a corsi di addestramento. Molti siriani reclutati provengono dalla regione di Afrin nella Siria nordoccidentale.

Haftar ringrazia la Grecia di Mitsotakis

Intanto il generale libico Khalifa Haftar, capo dell’Esercito nazionale libico, ha ringraziato su Twitter il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il suo ministro degli Esteri Nikos Dendias. Haftar li ha incontrati ad Atene prima della Conferenza di Berlino sulla Libia. ”Sebbene sfortunatamente non fossero presenti personalmente, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis e l’eccezionale ruolo diplomatico del ministro degli Esteri Nikos Dendias sono stati molto vantaggiosi per il popolo libico”, ha scritto Haftar. ”La Libia vi ringrazia”, si legge sull’account di Twitter dell’Esercito nazionale libico. Mitsotakis aveva ammonito sui rischi dell’accordo Tripoli-Turchia.

Anche sulla Libia la Ue naviga a vista

Anche la Ue naviga a vista. Sulla Libia “nessuno ha concordato nulla finora, non posso anticipare soluzioni”, ma “è chiaro che un embargo sulle armi richiede controlli di alto livello. E se vuoi mantenere il cessate il fuoco, qualcuno deve monitorarle. Le Nazioni Unite, l’Unione Africana, l’Unione Europea….qualcuno deve farlo”. Lo sottolinea l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. “Non si può lasciare il cessate il fuoco funzionare da solo, ma non posso anticipare le decisioni dei ministri”, conclude Borrell rispondendo a chi gli chiede se l’Ue intenda inviare truppe in Libia.

Infine, interviene anche l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi. La Conferenza di Berlino sulla Libia che si è svolta ieri è ”un passo positivo” ed è la ”prima risposta dell’Europa al rischio di una completa spoliazione delle risorse della Libia e del Mediterraneo orientale da parte della Russia e della Turchia”. Lo ha scritto su Twitter Giulio Terzi, esortando l’Italia a ”stare sulla palla” in quanto è necessario ”molto lavoro per consolidare” quanto raggiunto. Sottolineando la necessità di un ”forte accordo” sulla Libia, Terzi ha esortato a prestare attenzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineando come ”cinque europei possono contare quattro”.

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