Legge elettorale, dai grillini un ritorno al passato col proporzionale. FdI: «Uno scempio»

giovedì 9 gennaio 15:00 - di Antonio Marras

Lo hanno battezzato “Germanicum“, con un chiaro riferimento al modello tedesco. Ma a tutti gli effetti sembra essere una manovra diversiva per allontanare le urne e in ogni caso garantire ai grillini la sopravvivenza col proporzionale. Si basa su uno schema correttivo del “Rosatellum“: 391 seggi assegnati con metodo proporzionale, con soglia del 5%, con un meccanismo che permette il diritto di tribuna. Il sistema elettorale, depositato dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S), si compone di tre articoli. La proposta cancella i collegi uninominali del Rosatellum e ne utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni. Il partito che non supera il 5% nazionale, ma ottiene il quoziente in 3 circoscrizioni in 2 Regioni ottiene seggi.

I seggi distribuiti proporzionalmente

La legge elettorale prevede che dei 400 seggi della futura Camera, 8 spetteranno ai deputati eletti all’Estero (nelle circoscrizioni Estere con metodo proporzionale), un seggio va all’eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale. I restanti 391 seggi sono distribuiti proporzionalmente tra i partiti che superano lo sbarramento del 5%. I 63 collegi plurinominali del Rosatellum servivano per eleggere 386 deputati, quindi funzionano anche per la nuova Camera formato “mignon”. Stesso metodo per assegnare i 200 seggi del nuovo Senato. Quattro vanno ai senatori eletti all’estero, uno alla Val d’Aosta e i restanti 195 sono distribuiti ai partiti che nel resto d’Italia superano il 5%.

Anche il diritto di tribuna si ispira al modello tedesco anche se il sistema di assegnazione è diverso. In Germania, infatti, esistono collegi uninominali e il numero dei Parlamentari è variabile e non fisso come in Italia. Il testo sulla legge elettorale depositato da Brescia non affronta il tema delle preferenze.

Il testo completo della proposta di legge elettorale

Il testo depositato da Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali, si compone di 3 articoli.

“L’articolo 1 reca modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957 n. 361 che concerne il sistema di elezione della Camera dei deputati sopprimendo tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste. Sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole rispettivamente al 5 e al 15 per cento dei voti validi espressi, e viene introdotto il diritto di tribuna”.

Al punto 2 si prevedono modifiche al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 che concerne il sistema di elezione del Senato della Repubblica. “In analogia con le modifiche apportate al testo unico per l’elezione della Camera dei deputati sono stati eliminati tutti i riferimenti ai collegi uninominali. Ed alle colazioni di liste e sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti. Fissandole sul piano nazionale al 5 per cento e al 15 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione, e viene introdotto il diritto di tribuna. Nella regione Trentino – Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota proporzionale”. Infine, l’articolo 3, che “conferisce al Governo una nuova delega per la determinazione dei collegi plurinominali delle Camere specificando i relativi criteri e la procedura per l’adozione dello schema di decreto legislativo”.

 I renziani subito contrari al testo di Brescia

«Accettiamo come base di partenza per la discussione parlamentare l’impianto di una legge proporzionale corretta da soglia di sbarramento nazionale al 5%. Ma non condividiamo la norma sul cosiddetto ‘diritto di tribuna’ perché potrebbe diventare lo strumento per aggirare il significato e l’utilità dello strumento della soglia». Così Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, commenta il testo di legge presentato oggi dal Presidente della Commissione, Giuseppe Brescia. «Pur essendo storicamente favorevoli a una impostazione di tipo maggioritario, come hanno dimostrato gli atti e le battaglie politiche condotte, alla luce dell’esito del referendum costituzionale 2016 e del quadro politico conseguente, abbiamo ritenuto logico che si affrontasse una legge diversa, anche di tipo proporzionale – spiega – a condizione che questa avesse dei forti correttivi».

Fratelli d’Italia: «Questa legge elettorale è uno scempio»

«Il sistema elettorale proporzionale depositato dal presidente Brescia è lo stesso che in Germania ha portato ad un inciucio permanente. E’ un ritorno alla palude della Prima Repubblica, senza però avere nemmeno quella preparazione politica nei protagonisti, e punta a consentire a M5S e Pd di poter rientrare dalla finestra quando con il voto i cittadini li faranno uscire dal portone principale dei palazzi che contano. Fratelli d’Italia si batterà in aula e fuori per impedire questo scempio e ribadisce che il sistema maggioritario era e resta la migliore soluzione soprattutto se accompagnato dalla madre di tutte le riforme: il presidenzialismo». Lo dichiarano in una nota congiunta Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli, deputati di Fratelli d’Italia e componenti Fdi in commissione Affari Costituzionali.

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