Il Fmi stronca il Reddito di cittadinanza: «Penalizza le famiglie povere e colpisce il lavoro»

mercoledì 29 Gennaio 17:19 - di Tito Flavi

Un 2020 con un deficit al 2,4% del Pil e un debito intorno al 135% di un Pil che crescerà solo dello 0,5%. Sono numeri da depressione quelli con cui la missione del  Fmi, incaricata di redigere il rapporto annuale sull’Italia, disegna un 2020 “anemico” per la nostra economia. Un Paese che presenta “le previsioni più basse nell’Ue, in cui si riflette il basso potenziale di crescita”. E dove i redditi reali restano ancora del 7% inferiori al picco pre-crisi nel 2007 e con la partecipazione femminile al mondo del lavoro più bassa in Europa.

Per il Fmi il Reddito di cittadinanza favorisce solo furbi e fannulloni

Bocciato clamorosamente  il Reddito di Cittadinanza, che penalizza  le famiglie “più povere e più numerose”. Non solo, i benefici “si riducono nettamente in caso venga accettato un lavoro, soprattutto in caso di basse retribuzioni”. Di qui l’invito ad allineare le caratteristiche del Rdc “con le migliori pratiche internazionali per evitare un disincentivo al lavoro e una dipendenza dal welfare”. Detto in altri termini, il Rdc favorisce solo i fannulloni e i furbi.

Mulè: «Bocciata una misura sbagliata e illogica»

”Dopo innumerevoli istituzioni ed esperti italiani arriva il Fondo Monetario Internazionale a stroncare il reddito di cittadinanza, una misura assistenzialista che fin da subito abbiamo definito sbagliata e illogica. Impatto sul lavoro nullo. Aumento del sommerso e del lavoro in nero. E nessun miglioramento sostanziale dei livelli di povertà nel Paese rispetto alle politiche di welfare già attive in passato”. Lo scrive su Facebook Giorgio Mulè, deputato e portavoce dei gruppi di Fi alla Camera e al Senato. “La verità è che il reddito di cittadinanza è stato una clava elettorale utilizzata dal Movimento 5 stelle per ‘rubare’ voti al Sud. La massima manifestazione del fallimento di questa sciagurata riforma è il voto in Calabria che ha stroncato il consenso acquisito dai 5stelle nelle elezioni politiche del 2018 premiando Forza Italia e il centrodestra”, conclude Mulé.

Capone: «Quadro preoccupante»

“È un quadro preoccupante quello delineato dal Fmi sull’economia italiana. Nel 2019 la crescita del Pil è stata pari allo 0,2%, mentre nel 2020 arriverà allo 0,5%. Se il Governo non prende decisioni coraggiose, il Paese è destinato ad essere il fanalino di coda d’Europa con un tasso di crescita tra i più bassi”. Così in una nota Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl commenta il rapporto del Fmi sull’Italia. “Una stima, quella del Fmi che conferma, quindi, l’inconsistenza della manovra finanziaria appena varata dall’Esecutivo”, attacca Capone. ”Uno dei grandi problemi è quello di non valorizzare abbastanza le eccellenze del ‘made in Italy’ apprezzate a livello mondiale. Per agevolare la ripresa economica è necessaria una strategia che metta in atto un taglio poderoso del cuneo fiscale, in grado di rilanciare i consumi e nuovi investimenti in infrastrutture. L’obiettivo è quello di garantire nuovi posti di lavoro”, conclude.

 

Commenti

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  • Silvestro 30 Gennaio 2020

    Premetto che io lavoro come agente di commercio al Sud con tutti i problemi legati alla crisi economica, ma Il reddito di cittadinanza è una misura di civiltà degno di un paese civile. Lo stesso dicasi X il reddito minimo….
    Chi non vuole queste misure nascondendosi dietro al discorso dei furbi o dei fannulloni, che giustamente devono essere trovati e puniti come prevede la legge, dicevo chi non vuole queste misure VUOLE usare la crisi economica e la scarsità di lavoro solo X approfittarsene X SFRUTTARE i lavoratori e arricchirsi sulle loro spalle, questi sono gli italiani e quelli che si vogliono definire “imprenditori”…….

  • rino 30 Gennaio 2020

    Il guaio è che il Fmi ha proposto una versione differente del reddito di cittadinanza, favorire chi le tasse già non le paga e, udite, udite, il ritorno dell’IMU sulla prima casa, scontata per i poveri, e distruttiva per il ceto medio.
    Si sono accorti che dopo l’IMU di Monti l’economia italiana si è fermata? Forse vogliono questo: ammazzare l’Italia.
    Rilanciare l’export, di cosa, dopo che ci hanno fatto vendere tutte le industrie? Di spaghetti, di parmigiano? Questo è l’export dei poveri, che tutti possono copiare e fare meglio di noi; non sarà certo un bollino DOC a tutelarci.
    “Il mortadella” che ha distrutto l’IRI verrà fatto anche presidente, grazie agli errori della destra che ha perso con Salvini l’ultima occasione.
    Questi “signori” al governo sanno solo mettere tasse, abbassando quelle esistenti di una miseria e solo ai poveri, quelli che già praticamente non le pagavano.

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