Iran, tra gli storici e i giornalisti di destra c’è chi difende Trump: «Finalmente qualcuno con le palle»

sabato 4 gennaio 16:23 - di Giovanna Taormina
Trump

Non tutti sono contro Trump per l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. In Italia molti personaggi noti plaudono all’iniziativa americana. «Finalmente qualcuno con le palle», ha twittato Paola Ferrari (da sempre orientata a destra) rispondendo a Mario Calabresi. L’ex direttore di Repubblica aveva scritto: «Che vecchia e terribile sensazione, un presidente che in un anno elettorale, mentre è accusato di tradimento, alza la posta, scatena l’inferno e twitta la bandiera a stelle e strisce. Qualcuno spiegherà che è così che si fa, per me è follia».

 «Grande azione di Trump»

Di diverso avviso Paola Ferrari. «Grande azione dell’intelligence americana contro un loro nemico giurato – ha replicato via social – Finalmente qualcuno con le palle. Ne avessimo anche noi invece politicamante corretti capaci solo di subire e criticare». Una posizione che non è passata inosservata. A partire da Selvaggia Lucarelli che in un tweet ha ironizzato prendendo spunto dalla “rivalità” tra la giornalista Rai e Diletta Leotta: «Se l’intelligence americana elimina anche Diletta Leotta, si appende il poster di Trump in cameretta».

Il web insulta Paola Ferrari

Su Twitter gli utenti si sono scatenati. C’è chi propone di far «fare a Paola Ferrari l’inviata a Baghdad», e chi invece la candida per l’Iran. «È consigliere di Trump» cinguetta un altro. Fabio Capra, assessore al Comune di Brescia, chiama alla «resistenza civile contro bufalari, sovranisti e razzisti. Voglio vedere come si presenta alla prossima Domenica Sportiva Paola Ferrari. Con le palle di #Trump o con le orecchie d’asino di #Salvini». E poi c’è una valanga di insulti. C’è chi la bolla “gallina” e chi dice che non ha “cervello”. Un altro ancora sfodera il “vaf…”.   E, come da copione, nessuno a sinistra si scandalizza.

Numerosi giornalisti appoggiano Trump

Paola Ferrari non è l’unica ad avere appoggiato l’iniziativa americana. Anche Maria Giovanna Maglie ha spezzato una lancia a favore di Trump. Dopo l’uccisione del comandante iraniano Qassem Soleimani, in molti si sono schierati con gli Stati Uniti. Primo fra tutti Matteo Salvini che in un tweet ha ricordato: «Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente Trump e la democrazia americana per aver eliminato Soleimani, uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà». A fargli eco anche la Maglie che ha scritto: «Bravo! È il momento di far capire dove si sta agli antiamericani e agli antisemiti. Meglio chiarire equivoci. Senza gli americani Israele non esisterebbe più da tempo».

«Ben fatto»

Per Claudio Cerasa, direttore del Foglio: «Insultare chi elogia Trump per aver eliminato uno degli uomini più pericolosi del mondo è una fesseria. Trump può essere odioso ma se toglie di mezzo un uomo che ha fatto uccidere centinaia di americani e che stava pianificando nuove stragi c’è solo una cosa da dire: ben fatto».  Mentre Daniele Capezzone, giornalista e politico di centrodestra, osserva: «Va dato atto a di aver assunto (unico) una posizione forte e coraggiosa sul caso . Peccato per equilibrismi nel resto del centrodestra. Inqualificabili mutismo di Conte e balbettii di Di Maio. Giallorossi non scelgono tra Usa e teocrazia islamista. E Dibbah…». Con Trump anche Marco Gervasoni, docente di Storia  contemporanea alla Luiss Guido Carli di Roma. Nicola Porro, vicedirettore del “Giornale”, sul suo blog ha scritto: «Si rivede l’antiamericanismo praticamente su tutti i giornali italiani. Odiano più Trump che i macellai islamici».

 

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  • Melodia792 4 gennaio 2020

    Accuse di Tradimento, non mi sembra, se non messo sotto accusa dai democratici di Obama che sono divisi in ben 14 aspiranti presidenziali, e non hanno il favore della maggioranza del popolo americano, con la stampa e i media contro i repubblicani, come dai in Europa, dove avete i perdenti al governo e avete paura delle elezioni.

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