Altissima tensione a Baghdad per i funerali di Soleimani. Rohani: «Ci vendicheremo col sangue»

4 Gen 2020 10:26 - di Robert Perdicchi

Resta altissima la tensione in Iran dopo il secondo blitz degli Usa scattato questa notte a Baghdad. In mattinata hanno preso il via a Kadhimiya, quartiere nella zona nord di Baghdad che ospita un’importante moschea sciita, i funerali del generale iraniano Qassem Soleimani. Lo riferiscono i media iraniani precisando che alle esequie stanno partecipando migliaia di persone. I funerali a Teheran sono invece previsti lunedì. A guidare la preghiera è l’ayatollah Ali Khamenei. Le esequie hanno preso il via a Kadhimiya, quartiere nella zona Nord di Baghdad che ospita un’importante moschea sciita. Lì si svolgono anche i funerali del numero due delle Forze di mobilitazione popolare, coalizione di milizie sciite filo-iraniane, Abu Mahdi al-Muhandis. Stando all’agenzia di stampa ‘Irna’, l’ambasciatore iraniano in Iraq Iraj Masjedi ha rivelato dopo un incontro avuto con il primo ministro, Adel Abdul-Mahdi, che gli iracheni hanno insistito nel voler svolgere i funerali di Soleimani a Baghdad. Il vice ambasciatore iraniano a Baghdad, Mousa Tabatabaie, ha precisato che cerimonie si terranno anche a Najaf e Kerbala. Il corpo di Soleimani sarà quindi trasferito in Iran. Il generale sarà sepolto martedì a Kerman, la città che ha dato i natali a Soleimani.

Iran, l’annuncio della vendetta di Rohani

«Il sangue del martire Soleimani sarà vendicato il giorno in cui vedremo la mano malvagia dell’America essere tagliata via per sempre dalla regione”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Hassan Rohani, nel corso di una visita ai familiari del generale Qassem Soleimani, ucciso in un raid in Iraq.
Gli americani “non si sono resi conto di quale grande errore” hanno fatto; “vedranno gli effetti di questa azione criminale non solo oggi, ma negli anni a venire” ha aggiunto. “Il crimine dell’America rimarrà nella storia tra i più grandi commessi contro il popolo iraniano” ha detto Rohani, secondo il quale oggi gli Stati Uniti sono “più odiati” dagli iraniani e dagli iracheni.

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