In mille al cimitero di Hammamet per ricordare Craxi. Il Pd si spacca pure sul morto

domenica 19 gennaio 17:58 - di Lucio Meo

Vent’anni dalla morte di Bettino Craxi. Oltre mille persone sono accorse stamattina al cimitero cattolico di Hammamet (video), che si trova accanto a quello musulmano, proprio di fronte al mare. Gente arrivata da tutta Italia, parlamentari, giornalisti, uomini di cultura. C’era tutta l’Italia di un tempo con bandiere socialiste, garofani, tutti intorno alla tomba di Bettino Craxi. Abbracci, commozione, quando ancora la cerimonia di commemorazione dei vent’anni dalla scomparsa dell’ex leader del Psi deve cominciare.

Craxi e l’applauso che ha accolto i familiari

Anna Craxi, la vedova del leader socialista, è arrivata al cimitero insieme alla figlia Stefania ed è stata accolta da applausi calorosi. Poco più avanti l’altro figlio di Craxi, Bobo, oltre a nipoti, parenti e amici del segretario Psi. Moglie e figlia di Craxi hanno reso omaggio alla tomba deponendo una corona di garofani rossi della Fondazione Craxi, mentre un cantante ha intonato l’Ave Maria di Schubert.
“Sono molto commossa, la fiducia di questi amici e compagni è più grande di quanto pensassi. Sono passati
20 anni e Bettino è ancora nei cuori di tanti”. Così Anna Craxi, parlando a margine della cerimonia.

“Oggi qui siamo mille, come quelli di Garibaldi, è la testimonianza che Craxi è vivo al contrario dei tanti
morti che pretendono di discutere sui suoi errori prima ancora che sui loro”. Così, invece, il commento di Stefania Craxi, a margine del ventennale della morte del padre.

Il Pd si spacca anche sull’ex leader socialista

La figura di Bettino Craxi, ancora oggi, imbarazza la sinistra e la mette in crisi. Il Pd, come sempre, finisce per spaccarsi. “A vent’anni dalla morte di Bettino Craxi l’attuale gruppo dirigente nazionale del Partito democratico ha perso ancora una volta l’occasione di stare dalla parte giusta della storia.” La polemica è stata innescata dalla deputata del Pd Enza Bruno Bossio, contro il suo stesso partito. “Il Pd – lamenta – ha deciso di non essere presente ufficialmente ad Hammamet, forse perché il giustizialismo forcaiolo e il moralismo militante sono diventati il credo di questa ‘casa comune’ con il M5S? Ma questo 19 gennaio per me come per tanti della sinistra non può passare sotto silenzio. Io mi sento lì, idealmente, davanti alla sua tomba, per riprendere, dentro la nostra tradizione, l’eredità di questo importante leader socialista, rinnegata e assorbita da una narrazione distorta della sua vicenda giudiziaria, che fu anche l’inizio di un abisso di persecuzioni del ‘manipulitismo’ e di sconfessione pezzo dopo pezzo dello Stato di diritto”. Da Zingaretti, nessuna replica. Solo un imbarazzato silenzio.

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