Il ministro Speranza spaventa gli italiani: «Il virus cinese? Lo gestiamo come se fosse peste o colera»

giovedì 30 gennaio 15:24 - di Monica Pucci

La dichiarazione del ministro Speranza sul virus cinese vorrebbe tranquillizzare gli italiani. Ma quel riferimento a “peste e colera” finisce per produrre l’effetto contrario. E sui social sono in tanti a farglielo notare. «Il nuovo virus, pur essendo per il momento classificato come di tipo B quanto a pericolosità (al pari di quelli della Sars, dell’Aids e della Polio), viene gestito come se fosse appartenente alla classe A (la stessa del colera e della peste)». Il ministro della Salute, Roberto Speranza, si esprime proprio cosi. Forse non calibrando a dovere l’uso delle sue parole…

Speranza cerca di rassicurare

E lo fa nel corso di un’informativa urgente sulle iniziative per contrastare la diffusione del coronavirus alla Camera. Decisamente più utile è l’annuncio del ministro sulle misure adottate. « È stato firmato, il 28 gennaio, il decreto attuativo per il finanziamento di 235 milioni, stanziati in Finanziaria, per dotare i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta di strumenti diagnostici di base». Lo ha detto Speranza, nel corso dell’incontro organizzato oggi a Roma della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

Virus cinese, l’invito dei medici

«In questa fase invito i pazienti che non si sono ancora vaccinati contro l’influenza stagionale a farlo». Per evitare che “si mettano insieme i timori per l’influenza, fortemente attiva in questo periodo dell’anno, e i timori per il virus cinese”. «Ma anche per facilitare la diagnosi e alleggerire il Sistema sanitario».  È l’appello del Segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. A margine dell’incontro organizzato a Roma per la conclusione della campagna nazionale “Adesso Basta”. «Chi non lo ha fatto si vaccini – avverte – perché così rende due servizi. Uno a se stesso e uno al medico che lo visita, perché facilita la diagnosi delle due infezioni». «Non è tardi per vaccinarsi, la stagione dell’influenza finisce, di solito tra fine marzo e inizio aprile».

Panico a bordo della nave bloccata a Civitavecchia

Un vacanza in crociera che potrebbe trasformarsi in un incubo per gli oltre 6000 passeggeri della nave Costa Crociere, ferma al porto di Civitavecchia perché a bordo una coppia di viaggiatori cinesi, moglie e marito, sono in isolamento: la donna ha infatti la febbre. Così è scattato l’allarme sanitario e, purtroppo, anche la paura del contagio da coronavirus tra chi ha condiviso corridoi e ristoranti. E si sfoga sui social: “A Civitavecchia siamo bloccati in nave Costa senza sapere il motivo (ufficialmente)…” scrive un utente Twitter. Che posta anche alcune foto dei passeggeri in attesa nei locali della nave: nessuno sembra indossare mascherine protettive.

L’attesa delle verifiche dei medici arrivati dall’Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma ha scatenato l’ansia e la paura a bordo della nave. E i social network sono diventati l’ancora di salvezza per condividere la situazione di emergenza che si sta vivendo. «Noi siamo a bordo, stanno facendo dei controlli su due passeggeri in infermeria», scrive Antonella sul gruppo Facebook “Costa Smeralda Fan Club”. Così si crea una catena di commenti e di domande di altre passeggeri. «Io ho appena discusso con la reception perché vogliono farci lasciare la cabina e andare tutti nei punti riunione. Ma se c’è un caso di virus è meglio restare nelle cabina??».

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 1 febbraio 2020

    C’e’ poca speranza che speranza ne capisca un’acca del virus, ma e’ molto bravo a sparare cavolate. Ma e’ giusto avere dei soggetti come costui ( ed altri ) che ci governino??? Mahhhh !! Ma come puo’ succedere? Semplice, vai al tuo super mercato abituale e ogni X cifra pagata di danno un bollino, quando raggiungi la quantita’ di bollini necessari, ti fanno ministro, semplice, no???

  • Luisa 1 febbraio 2020

    L’incompetenza di certi soggetti uccidere. Questi sono dei sicari, attentano alla nostra vita giornalmente. In che mani siamo!!!!!!!

  • Carlo Cervini 31 gennaio 2020

    La paura del viris che dilaga tra la gente è la dimostrazione della totale sfiducia nelle Istituzioni preposte, Sanità compresa, buone solo a dare potere e stipendi da nababbi…………….e il consenso reale per questo Governo di portinaie ubriache buono solo a mettere o aumentare le tasse.

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