Il M5S perde altri due deputati: escono Aprile e Nitti. “In atto un’intollerabile deriva autoritaria”

martedì 21 gennaio 19:26 - di Redazione
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Altri due deputati lasciano il M5S. Si tratta di Nadia Aprile e, a quanto riferito da fonti parlamentari, di Michele Nitti. La notizia del passaggio di Aprile al gruppo Misto è stata confermata dalla stessa deputata, che ha parlato di “inesorabile deriva autoritaria del Movimento”. Ovvero ha adotto la stessa spiegazione fornita dai colleghi che prima di lei hanno dato l’addio ai pentastellati.

Aprile: “Nel M5S inesorabile deriva autoritaria”

Aprile, finita di recente all’indice dei parlamentari morosi, ha spiegato di essere rimasta “seriamente scossa”. E ha chiarito che “la situazione in cui mi sono trovata è dipesa esclusivamente da un’inesorabile deriva autoritativa del MoVimento. E dalla mancata considerazione in cui sono stata tenuta come parlamentare e persona”. Nella sua ricostruzione della vicenda, infatti, l’astensione dal versamento era legata alla richiesta di chiarimenti “sull’autoritaria costituzione del Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del M5S e sull’imposizione di destinare le restituzioni al predetto organo privato“. Invece, ha chiarito, non ha mai ricevuto risposta da parte dei vertici. Ne ha ricevuto, invece, un “ingiustificato attacco mediatico”, senza ricevere “alcuna tutela da parte del MoVimento”. Poi l’arrivo della lettera dei probiviri, che le notificava l’apertura di un provvedimento disciplinare e che l’ha convinta “di non poter più continuare a militare nel MoVimento, di cui non posso più tollerare i metodi“.

Nitti: “Il Movimento si interroghi invece di attaccare”

Nessun commento a caldo è arrivato, invece, da Nitti, la cui fuoriuscita resta dunque a livello di indiscrezione. Leggendo a ritroso la sua pagina Facebook, però, si trova un post del 3 gennaio in cui annuncia che “non esprimerò alcuna parola di biasimo nei confronti dei colleghi che hanno ritenuto di dover lasciare il M5s”.

Commenti

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  • giovanni vuolo 21 gennaio 2020

    Pagliacci poltronisti. Vanno via dai 5S con ogni pretesto, sempre di elevato scopo, ma la verità è che non vogliono lasciare a Di Maio l’oneroso obolo richiesto. dallo statuto. Si guardano bene però dal mettere a rischio la poltrona, e passano in un’amorfa accozzaglia, che sostiene Conte a spada tratta ; sono peggiori dei 5S che restano, anche se non è semplice scegliere tra l’immondizia.

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