Il candidato M5s in Calabria è cugino di un boss. L’ira di Morra: “Non si può sostenere la sua lista”

venerdì 10 gennaio 14:36 - di Guido Liberati
Calabria

Francesco Ajello, candidato del M5s in Calabria è cugino, di primo grado, di un boss criminale. Un esponente di spicco della ‘ndrangheta, ucciso nel 2014. La notizia è finita in queste ore sui tavoli delle redazioni. M,a a sentire gli esponenti grillini, non c’è alcun problema.

Aiello fa il martire: “Sono come Peppino Impastato”

Il diretto interessato si scandlizza quasi per il fatto di essere stato tirato in ballo. “Non c’entro nulla con mio cugino Luigi Aiello, peraltro morto 5 anni fa. Con lui non avevo alcun rapporto e ho fatto tutta la mia vita all’università, prima da studente, poi da professore”. Così Francesco Aiello, candidato alla presidenza della Regione Calabria con l’alleanza civica del Movimento 5 Stelle, che commenta l’articolo del Fatto Quotidiano, apparso oggi, in cui è riportata la notizia dei trascorsi del cugino, Luigi Aiello. “Peppino Impastato – rammenta Aiello – era figlio di un mafioso e nipote di un mafioso, ma non era mafioso”. “Ieri sera – racconta Aiello – al Fatto Quotidiano avevo già precisato che con mio cugino non avevo alcuna frequentazione. Io sono Francesco Aiello, punto”.

Morra (Antimafia): “Non è la persona giusta per la Calabria”

Durissimo, invece, il commento del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, anch’egli del MoVimento 5 Stelle che sempre a Musolino fa sapere “Non darò alcun sostegno alla lista. Occupare gli spazi di cui ha parlato il procuratore Gratteri di recente è fondamentale, ma farlo con le persone giuste è un obbligo morale per chi fa politica attiva. Mi sarei aspettato dal candidato Aiello maggiore pubblicità e trasparenza sulle sue parentele”. “Spero – dichiara ancora Morra – che il coordinatore di queste elezioni regionali non ne fosse a conoscenza, anche se gli obblighi di prudenza in questa terra impongono per chicchessia accertamenti approfonditi. Questo è uno dei motivi per cui non ho partecipato e non parteciperò alla campagna elettorale.

Il M5s in Calabria si scopre garantista

Ma Paolo Parentela, coordinatore del Movimento 5 Stelle per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, non chiede scusa. Anzi, si stupisce del clamore mediatico. “Francesco Aiello non c’entra nulla con suo cugino, non l’ha frequentato, non l’ha aiutato, non l’ha protetto e non l’ha seguito. Ricordo che secondo la Costituzione la responsabilità penale è personale, e questo dovrebbero tenerlo a mente tutti, a partire dai rappresentanti istituzionali”. Parentela si indigna anche del fatto che qualcuno abbia scoperto la parentela. “In Calabria c’è un’emergenza di legalità. Noi l’affrontiamo con i fatti, gli altri ne parlano e basta. L’informazione nazionale ha il dovere di rendere chiare le diverse posizioni a riguardo”. Insomma, per il deputato grillino era meglio tacere. Magari come sta facendo ora l’informazione italiana sul figlio di Beppe Grillo?

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