Giano Accame, la vita e l’idea: a Catania la rilettura dell’intellettuale storico della destra

lunedì 13 gennaio 12:58 - di Redazione

Giano Accame, la vita, l’idea. L’occasione per la rilettura di uno degli intellettuali “storici” della destra italiana, è stata offerta dalla presentazione del volume a lui dedicato edito da Eclettica. Il testo, curato da Marcello De Angelis e da Nicolò Accame, è una raccolta degli interventi di Giano Accame su Area. Rivista alla quale collaborò fino al giorno della sua morte. C’è anche una biografia scritta dal figlio Nicolò. E contiene inoltre commenti e ricordi sulla sua persona e sul suo lavoro di giornalista e scrittore. Ne emerge la vivida percezione della vitalità che ha caratterizzato l’opera di questo grande intellettuale della destra italiana. Si va dagli anni di militanza politica e intellettuale dell’immediato dopoguerra, alla produzione di testi precursori dei tempi.

Il libro su Giano Accame

A moderare l’incontro al Palazzo della Cultura di Catania è stato Giorgio Galletta. In apertura dei lavori il sindaco Salvo Pogliese ha ricordato le sue letture di militante della destra e ha spiegato di essere un appassionato degli scritti di Accame. Sul tavolo dei relatori c’erano anche Fabio Granata, il costituzionalista Felice Giuffrè e il penalista Salvo Pace. Tutti hanno testimoniato l’attualità del pensiero di Accame su sovranità, democrazia, decisione politica. «Accame si è occupato di questioni determinanti che andavano al di là delle istanze ideologiche della destra», ha spiegato Giuffré. E poi ancora: «Le sue riflessioni sul presidenzialismo, sugli assetti internazionali che si riflettono sulle limitazioni di sovranità dello Stato, sul concetto indissolubile tra popolo e sovranità, sono temi attualissimi. E colgono i nodi fondamentali dell’attuale crisi dei sistemi democratici occidentali».

I relatori

Fabio Granata, dal canto suo, si è soffermato all’attualità dei nuovi scenari di guerra internazionale. Per Salvo Pace: «Accame resterà un riferimento. Sia per quelli che hanno vissuto la stagione politica degli anni ’70 che per quelli che oggi si affacciano all’orizzonte politico culturale della destra. Accame fu uno dei primi a capire che il postfascismo dovesse ritrovare una dimensione diversa all’interno dell’arena politica nazionale. Meno ancorata a un passato nostalgico».

De Angelis parla del pensiero di Accame

A concludere gli interventi è stato De Angelis che della rivista Area è stato il direttore. «I punti nodali del suo pensiero – ha detto – erano quelli che ha ribadito per tutta la vita. La necessaria realizzazione della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, promessa nell’articolo 46 della Costituzione, il primato della politica sulla logica del profitto, la centralità della Nazione. Una lettura fuori dal coro di Destra e Sinistra non come antitesi ma come dicotomia e la presa di coscienza e quasi il rammarico di quanto la sinistra italiana avesse abdicato a un ruolo storico, seppur male interpretato, di salvaguardia dei meno garantiti, per allearsi invece ai poteri tecnocratici e finanziari in nome di una comune ideologia mondialista e nemica delle differenze. In Italia – ha concluso De Angelis citando proprio Giano Accame – abbiamo bisogno di una Destra sociale e di una sinistra nazionale».

 

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