Franceschini vuole un nuovo arco costituzionale. Con lui sempre al governo e la destra sempre fuori

mercoledì 29 gennaio 15:54 - di Giacomo Fabi
Franceschini

Forse è solo «una voce dal sen fuggita». Ma sufficiente a mettere in allarme il centrodestra e a fargli capire qual è il vero orizzonte cui punta il Pd. Almeno l’anima rappresentata dal ministro Dario Franceschini, che ne guida la delegazione al governo e – soprattutto – uno dei pochi capaci di interpretare i veri pensieri del presidente Mattarella. Il titolare dei Beni Culturali fu il primo ad “aprire” al M5S. E ben prima che Salvini staccasse la spina al Conte 1.  Tanto per dire che è uno che sa di che cosa parla. E quindi se è lui, dal Corriere della Sera, ad accelerare sul al «proporzionale» e poi ad evocare «l’arco costituzionale», il centrodestra fa bene a drizzare tutti e due le orecchie.

Franceschini intervistato dal Corriere della Sera

Proporzionale più arco costituzionale significa ripiombare nella Prima Repubblica. Metteteci la tv bianco e nero, le gemelle Kessler e le convergenze parallele e il gioco è fatto. Ma allora aveva senso. Il bipolarismo internazionale Est-Ovest imponeva all’Italia un assetto politico ben preciso e immodificabile fin tanto che restava in piedi il Muro di Berlino: Dc al governo con tutti tranne che con il Pci e con il Msi. Il primo escluso dalla “geografia”, il secondo dalla storia. Da ex-democristano, Franceschini ne ha grande nostalgia. Non per caso, nell’intervista resa a Francesco Verderami, egli respinge la tesi secondo cui una legge elettorale proporzionale debba necessariamente coincidere con la frantumazione politica.

«All’orizzonte vedo un bipolarismo Pd-Lega»

«Per 50 anni – dice, infatti -, con il proporzionale senza la sbarramento, la vita politica del nostro Paese è sostanzialmente ruotata attorno al confronto bipolare tra Dc e Pci». Chi debba recitare ora la parte dell’una e quella dell’altro, il ministro non lo nasconde: al Pd spetta il governo a vita, come la Dc; alla Lega l’opposizione perenne, sull’esempio del Pci. Ma il peggio sta nel “non-detto” di Franceschini e riguarda FdI e Forza Italia. Il ministro non li menziona. I berlusconiani perché pensa che siano condannati all’estinzione, come i Cinquestelle. I “Fratelli” perché ha loro assegnato il ruolo che fu del Msi. La restaurazione è servita.

Commenti

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  • Carlo Cervini 30 gennaio 2020

    Togliere il potere a questi cancheri sinistri è impresa durissima, ma è necessario per la salvezza della libertà del popolo italiano che subisce angherie di tutti i tipi.
    Vogliono ricreare l’arco costituzionale ad escludendum e non baderanno ai mezzi utilizzando la Magistratura allineata, le Istituzioni da loro dominate, i sindacati, il potere economico pubblico e qualsiasi associazione porti acqua al loro mulino. All’attacco senza paura !

  • rino 30 gennaio 2020

    Classico pericoloso cattocomunista, tanto interessato nelle sue proposte, forse per favorire qualche amico, da sembrare stupido, come quando ha tolto l’ingresso gratuito ai musei per gli ultra sessantacinque.
    Cattocomunisti tassatori fin dai tempi DC, tanto che qualcuno scrisse sullo scudo crociato “libertasse”.
    La destra però deve sceglietre con attenzione i propri politici e sono episodi come quello di ieri, della politica di FI contigua alle cosche, a far votare acora personaggi scialbi e pericolosi come Franceschini.

  • federico 30 gennaio 2020

    Franceschini cerca il supporto di Berlusconi, dopo 30 anni che insulta e demonizza lui e i suoi elettori?

  • maurizio pinna 29 gennaio 2020

    Il furbo estense in una precedente legislatura, prima di essere nominato ministro, fece una sceneggiata di sua invenzione in cui giurò sulla “bibbia” dei partigiani, perché non c’è niente da fare , i compagni sono sempre fermi al 1946, quando la Costituente comunista escluse d’autorità la destra storica. Per cui lui ha quel chiodo fisso e scommetto che se dicesse la verità , affermerebbe anche che tutti coloro che indossano l’uniforme sono fascisti e che se fosse per lui la PS dovrebbe essere formata dai partigiani, come nel 1946. Ne abbiamo avuto la prova domenica: sopravvivono perché esistono degli invasati masochisti e dei mestieranti della politica che li votano per cui, mentre gli altri devono studiare dei programmi, i compagni emiliani sono contenti così : bella ciao e a morte i fasci. Altro che idee nuove e tutte quelle stupidate che hanno detto il professore Mortadella e gli altri mariuoli che vanno in TV a spargere cattiverie e a designare gli obiettivi ai giustizialisti sanculotti.

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