Coronavirus, Conte si trasforma in “medico del popolo”. E scatena il panico

venerdì 31 gennaio 15:15 - di Aldo Di Lello

Roma, 31 gennaio,  ore 10.00, Metro A. Sulle scale mobili, sulla banchine di attesa, davanti ai tornelli si vive in uno stato di emergenza angosciosa.  Sono in molti a portare la mascherina. E si guardano attorno con l’aria cupa di chi sta vivendo gli “ultimi giorni” prima dell’Apocalisse. Ore 10,30, autobus della linea 913. Due ragazze hanno tirato su il golf fino al naso. I loro sguardi tradiscono ansia. Non sono evidentemente riuscite ad acquistare  le mascherine in farmacia. E pensano così di difendersi dal contagio.

Il coronavirus è diventato all’improvviso la principale fonte di preoccupazione degli italiani. E dei romani in particolare, visto che i primi due casi nel nostro Paese sono stati registrati  proprio nella Capitale. Non hanno trovato di meglio da fare, Conte e Speranza, che annunciare l’arrivo del terribile morbo in Italia con una conferenza stampa serale, mentre gli italiani, dopo una giornata di lavoro, volevano rilassarsi un po’. Conte e Speranza pensavano di essere rassicuranti. Far vedere che il governo “c’è”. Ma hanno ottenuto l’effetto opposto. «Aiuto, c’è lo stato d’emergenza». Due casi accertati a Roma potrebbero moltiplicarsi a dismisura nel giro di qualche giorno? Tutto è possibile. Conte e Speranza annunciano il blocco dei voli da e per la Cina.  Ma gli italiani non sono dei bambini impauriti. Sanno bene che molti cinesi possono arrivare in Italia anche per altre vie. Magari passando per Dubai o per altri scali internazionali.

Conte poi  fa di meglio. Prima annuncia una nuova conferenza stampa. Poi l’annulla. Poi smentisce d’averla annunciata. Di questo passo, smentirà  anche di averla smentita. Da “avvocato del popolo”, vuole trasformarsi in “medico del popolo”. Ma, a quanto pare, sta facendo solo confusione. Per affrontare l’emergenza ha messo a disposizione 5 milioni di euro. Al coronavirus possono fare solo il solletico. Chi ci sta andando seriamente di mezzo è la comunità dei cinesi residenti in Italia. Ristoranti e negozi si sono svuotati. Tempi duri per chi ha gli occhi a mandorla.

Il coronavirus fa paura. E, con Conte, fa ancora più paura. Fortuna che al ministero della Salute c’è un ministro che si chiama Speranza. Affidiamoci al nome. Più a che a colui che lo porta.

 

 

 

Commenti

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  • maurizio pinna 31 gennaio 2020

    L’approccio al virus, prima decisamente distaccato e poi semplicemente dilettantesco dei nostri despoti ha scatenato apprensione se non timore nel Popolo . Tra l’altro osservo che sta prendendo piede, in molta gente, il binomio cinese-virus, e allora che farete compagni? Colpa della lega che istiga al razzismo? Ma non vi stancate mai di aver sempre ragione? Non vi passa per la mente che certi fenomeni psicologici, sociologi, definiti anche “effetti d’alone” sono insiti nell’essere umano fin dalla preistoria? Probabilmente no perché ciò non è contemplato nel vostro grande libro del PENSIERO UNICO. Spero vivamente che tutto evolva per il meglio, ma se dovesse andar male auspico che almeno questa volta possiate pagare pegno per la vostra insipienza.

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