Conte trema e mette le mani avanti: «Il voto in Emilia non farà cadere il governo»

lunedì 13 gennaio 11:08 - di Leo Malaspina

Il premier Conte trema, consultando i sondaggi che danno un testa a testa in Emilia Romagna. E mette le mani avanti. «Questo voto è importante, ma rimane espressione di una comunità regionale e non decide del destino del governo nazionale». In sintesi, se si vince, il governo si rafforza, se si perde, il governo non c’entra nulla…

Il governo che vacilla ma non cade

L’ineffabile premier Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, conferma tutta la sua naturale predisposizione all’attaccamento sulla poltrona. E quando parla della fragilità della maggioranza, ostenta il solito, ingiustificato, ottimismo. «Quanto alla verifica si tratterà di un confronto con le varie forze di maggioranza per impostare l’Agenda 2023 sulla base di priorità che io stesso ho individuato”. «Tutti devono elaborare una riflessione – aggiunge – oggi parte quella del Pd. Anche il M5S sta completando una riorganizzazione e il confronto slitterà a fine mese,ma l’ importante è ripartire con coesione, obiettivi chiari, determinazione».

Parlando della manovra, Conte sostiene che “in soli tre mesi siamo riusciti a trovare 23 miliardi e, allo stesso tempo, abbiamo ridotto il carico fiscale per lavoratori, famiglie e imprese”. «In un anno faremo molto di più e l’Iva non aumenterà. Realizzeremo un’ampia riforma dell’Irpef e accelereremo il piano degli investimenti, creando una più intensa sinergia tra pubblico e privato». «Confidiamo – aggiunge – molto nei frutti dell’azione di lotta all’evasione. Anche per questo abbiamo investito ben 3 miliardi di euro per incentivare i pagamenti digitali. Perché se tutti pagano le tasse, tutti pagheranno meno. Avremo anche più tempo per operare un’oculata revisione delle spese improduttive».

Conte e Salvini, un legame che viene dal passato

Quanto alla riforma pensioni, Conte non rinnega la sua stessa riforma, una volta tanto. «Quota 100 è una misura che abbiamo confermato, ma in vista della scadenza torneremo a confrontarci per assumere le decisioni più opportune. Il ministro Catalfo è già al lavoro per avviare un percorso organico di riforma della previdenza. ‘La mia preferenza l’ho già chiaramente espressa. Mmi piacerebbe lavorare alla distinzione tra lavori usuranti e lavori non usuranti -continua Conte-. Per poi operare, sulla base di questa distinzione, una revisione dell’intero sistema pensionistico».

Commenti

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  • Amerigo 14 gennaio 2020

    Presidente Conte, si è già fatto prescrivere l’Imodium? Si affretti, si immagina la figura a rassegnare le dimissioni con il pannolone pieno?

  • giovanni vuolo 13 gennaio 2020

    Una debacle in Emilia credo sia difficilmente digeribile dal governo(?). Se è vero com’è vero che questo abominio giallorosso è tenuto insieme solo dal poltronismo, una sonora bastonata in Emilia Romagna farebbe traballare queste poltrone, spingendo molti grillini giustamente dissidenti verso lidi più sicuri, con riconferme elettorali in collegi sicuri. Avrebbe così inizio una vera diaspora, che travolgerebbe Conte, il primo ministro più improvvisato e scellerato che la nostra storia repubblicana ricordi.

  • Giuseppe Malaisi 13 gennaio 2020

    Temo che Bonaccini vincerà le elezioni nella sua Regione; tuttavia se io fossi la Bergonzoni metterei tanti controllori nei seggi ; cosi giusto x verificare la regolarità dello spoglio.

  • Sandro Cecconi 13 gennaio 2020

    Dimenticavo: nel frattempo accontentiamoci di portare avanti l’elezione diretta del Presidente della Repubblica poiché sarebbe un grandissimo successo sotto ogni aspetto per l’Italia tutta e per il nostro partito.

  • Sandro Cecconi 13 gennaio 2020

    Malaspina,

    queste elezioni in Emilia Romagna determineranno in modo incontrovertibile che l’ultimo loro baluardo può senza dubbio essere abbattuto. Non so quale sarà l’esito delle elezioni, mi auguro che il centro destra vinca, ma ad ogni modo personalmente non credo che ci saranno ripercussioni a livello di governo nazionale per il semplice motivo che due forze deboli si coagulano per cercare di trovare una sorta di ripartenza. Purtroppo per loro non accadrà perché il loro destino è segnato e scritto a caratteri cubitali, ista la loro assoluta somaraggine in ogni settore.

    Ho letto l’intervista a Giorgia Meloni nella quale afferma chiaramente che noi chiederemo subito che si torni alle urne. Il PdR non lo consentirà mai. I motivi li conosce anche lei e l’intera redazione.

    Pertanto io mi concentrerei sulla nuova legge elettorale che disgraziatamente non credo che potrà essere a carattere maggioritario in quanto non è ancora ora e anche perché quando si tratta di tale argomento occorre dotare l’Italia di un giusto contrappeso per non far “sbarellare” determinati individui, lei sa a chi mi riferisco viste le dichiarazioni.

    Ieri su SKY ho assistito a una trasmissione molto interessante sull’argomento e l’unica proposta seria l’ha portata il Professor Ricolfi. In pratica si tratterebbe di rielaborare la riforma Mattarella andando a correggere i punti errati. Con tali correzioni, non sarei in grado di individuarli e di correggerli ma i costituzionalisti riuscirebbero senza dubbio, e con tale legge elettorale potremo tutti avere un governo in sintonia con la situazione del paese.

    A mio avviso dovremo accontentarci di questo passaggio intermedio nella speranza che un fattore al momento inimmaginabile possa far cadere l’attuale governicchio di totali incapaci. E che Dio ci aiuti.

  • vazha 13 gennaio 2020

    tu e il tuo governo siete i traditori della patria, criminali e ladri di bilanco del paese.

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