Agenzia delle Entrate, odissea per pagare un bollettino. E poi la beffa: «Cambi carta di credito»

giovedì 30 gennaio 14:34 - di Aldo Garcon
Agenzia delle Entrate

Odissea a Roma per pagare un bollettino delle cartelle esattoriali rateizzate dall’Agenzia delle Entrate. Domani è l’ultimo giorno e chi salta il pagamento rischia pesanti conseguenze. E quindi tutti diligentemente in fila per pagare. Ma non sempre tutto procede liscio. Un lettore del Secolo d’Italia ci scrive una lettera e ci racconta la sua disavventura.

Il bollettino dell’Agenzia delle Entrate

Si parte con un’ora e mezza di fila alle Poste. Dopo avere atteso pazientemente, il display avvisa che è arrivato il suo turno. Ma appena si presenta allo sportello e mostra il bollettino da pagare arriva la batosta. “Purtroppo non può pagare qui il suo bollettino”. Gli dice l’impiegata delle Poste. Il nostro lettore le chiede spiegazioni. E così l’impiegata risponde: «Il computer mi dice che deve rivolgersi alla Pubblica amministrazione che ha emesso il bollettino. Dunque deve recarsi all’Agenzia delle Entrate». Il nostro lettore a malincuore ritira il bollettino, esce dall’ufficio postale e si mette in macchina per raggiungere una sede dell’Agenzia delle Entrate di Roma. Cerca parcheggio e ovviamente tra il traffico e la strada da percorrere passa un’altra ora.

File e disguidi

Poi, un’altra fila da rispettare e un’altra ora per essere chiamati allo sportello. Finalmente ce l’ha fatta. Ma nel momento del pagamento c’è un altro intoppo. «Provo a pagare – ci scrive – con la carta di credito. Esibisco la mia American Express. E beffa delle beffe non l’accettano. Si può pagare solo con Visa o MasterCard. Bocciate Diners e American Express». Il nostro lettore resta allibito. Che fare? «Per fortuna mi ritrovavo nel portafoglio la carta di credito di mia madre. Alla fine sono riuscito a pagare. Ma quanta fatica. Ma non era obbligatorio usare la carta di credito? È lo Stato che decide quali carte devono essere usate e quali bandite? Scappiamo da questo Paese come fanno i giovani. I miei figli quando tornano a Roma mi dicono: “Voi siete pazzi a continuare a vivere qui”».

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 1 febbraio 2020

    Purtroppo e’ vero. A Mosca, culla del comunismo, per esempio si puo’ pagare con quello che uno vuole, e’ pur vero che l’American express non tutti l’accettano per problemi interni al loro sistema che esige troppe regole, ma un ente pubblico non dovrebbe avere di questi problemi, ma sicuramente mettere un bel cartello posto prima della fila che quella carta di credito non e’ gradita e non costerebbe molto. Ma qui’ stiamo parlando di un possibile Paese civilizzato, no il nostro, il nostro vive ancora con stalin.

  • Carlo Cervini 31 gennaio 2020

    L’unico rimedio è non pagare, se lo fa fanno in pochi, li rovinano, ma se lo fanno in milioni il pagamento obbligatorio on line se lo ficcano dove potete ben immaginare.
    Portare da subito il limite del contante a 10.000 euro come nel resto della UE e richiesto dalla BCE; personalmente lo eleverei ad almeno €. 50.000.

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