Schiena dritta e porte chiuse alla Cina: la sicurezza nazionale non è a disposizione di Conte e Grillo

venerdì 20 dicembre 6:00 - di Francesco Storace

Che cosa dice il Copasir al governo e soprattutto ad un premier così stranamente attratto dalla Cina? Attenzione a quegli operatori delle telecomunicazioni “i cui legami, più o meno indiretti, con gli organi di governo del loro Paese appaiono evidenti. A tali organi potrebbero infatti potenzialmente essere veicolate informazioni e dati sensibili riconducibili a cittadini, enti e aziende italiani”. Di qui la necessità di inibire l’uso di tecnologia cinese nel 5g. Dobbiamo privilegiare la sicurezza rispetto alle cosiddette esigenze commerciali di mercato. E’ una rivoluzione. Va dato di grande coraggio ai membri del Comitato parlamentare, dal presidente Volpi, allo stesso Urso, a tutti e otto i componenti.

Anche perché c’è pure la sollecitazione al governo a verificare nelle sedi europee competenti se è possibile agire con misure antidumping per tutelare le imprese continentali dalle aziende cinesi.

Le mani legate di Conte, Di Maio e Grillo. E pure di Prodi

Chi ha le mani legate sono proprio Conte, Di Maio e Grillo, con sullo sfondo Romano Prodi. Certo non saranno contenti, perché qualche colosso cinese chiederà loro conto della nuova posizione italiana. Il più grande, Huawei, si è fatto notare spesso con le sue sponsorizzazioni. Parliamo di un gigante tech, accusato dagli Stati Uniti e dall’intelligence di diversi Paesi europei di avere legami diretti con il Partito comunista cinese e di spionaggio industriale. “I legami, più o meno indiretti, con gli organi di governo del loro Paese – è scritto nella relazione – appaiono evidenti”. I nostri dati non sarebbero al sicuro.

Ma adesso – e solo adesso – si afferma con chiarezza che l’ingresso delle aziende cinesi nella rete 5G italiana costituisce un pericolo per la sicurezza nazionale. Quello che è il rapporto finale dell’indagine conoscitiva sulla sicurezza delle telecomunicazioni giunge alla conclusione che, oltre a “un innalzamento degli standard di sicurezza idonei per accedere all’implementazione di tali infrastrutture”, sia opportuno valutare la possibilità di “escludere le predette aziende dalla attività di fornitura di tecnologia per le reti 5G”. Non possiamo permetterci di sbagliare.

E’ Conte, con i suoi sodali, a dover fare marcia indietro.

Commenti

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  • giorgio 22 dicembre 2019

    una domanda sorge spontanea: cosa ci faceva ed a quale titolo il “guru” B.G. aveva cosi’ stretti rapporti con i “cinesi”?????? ancora una volta c.v.d., spero che gli elettori del fu movimento, fu perché ha rinnegato tutto quanto stava scritto nel programma, se ne rendano conto e se ne ricordino, nel frattempo tale manipolo sovradimensionato purtroppo creera’ danni, all’erta percio’.

  • Daniela Enrico 20 dicembre 2019

    Ottima mossa impedire ai cinesi di prendere piede con le loro tecnologie di sorveglianza da paese totalitario!!!

  • federico 20 dicembre 2019

    Se non vado errando tra gli autori dell’accordo figura il leghista Geraci: chissà se la cosa ha contribuito all’endorsement di Trump a Conte?

  • Giuseppe Forconi 20 dicembre 2019

    Quindi questi signori se non venivano fermati,. avrebbero svenduto anche la sicurezza dell’Italia???? Ci fa piacere sapere che siamo nelle mani dei nostri carnefici. Certamente direbbero, lo facciamo per il futuro del Paese. Vatti a fidare di satana.

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