Sallusti zittisce Vauro: “Quattrocchi mercenario? Allora lo era anche Che Guevara”

mercoledì 4 dicembre 17:44 - di Redazione
Sallusti zittisce Vauro

Sallusti zittisce Vauro. La memoria di Fabrizio Quattrocchi fa scoppiare scintille nel salotto di Nicola Porro. Scontro durissimo tra il direttore del Giornale e il solito Vauro Senesi a Quarta Repubblica. Si parlava della vergognosa mancata intitolazione del ponte in suo nome a Genova. Un “no” arrivato dopo la solita cagnara dell’Anpi e dei sinistri tutti. Il vignettista naturalmente è d’accordo e camminando con le scarpe chiodate contro ogni buonsenso e rispetto umano insiste con livore sul fatto che Quattrocchi era un mercenario.

Sallusti zittisce Vauro

Dice Vauro: “Lui lo diceva che era un mercenario, lo ha detto in una intervista”, sbotta il vignettista. Alessandro Sallusti ribatte e corregge: “Quattrocchi era innanzitutto un contractor“,  “non un mercenario”. E poi, che vuol dire? Non è un argomento, attacca il direttore del Giornale. “Anche Garibaldi e Che Guevara, seguendo il tuo ragionamento, erano dei mercenari, allora”.

Vauro sbianca per un attimo. Poi il livore prende il sopravvento e insiste: “Sì, ma non erano fuorilegge rispetto alle leggi italiane”. Mentre sul profilo social di Quarta Repubblica si moltiplicavano i commenti furibondi contro Vauro, incapace di pietas e di orgoglio italiano, Porro interloquiva e metteva parole di equilibrio: Quattrocchi “era anzitutto medaglia d’oro della Repubblica italiana. Di cosa stiamo parlando?”. Tra Sallusti e Vauro c’è un vecchia ruggine, collaudata in tanti anni di talk show in tv con toni sempre accesi.

Ricordiamo le vergognose polemiche da parte dell’Anpi sul ponte Quattrocchi. L’associazione partigiani aveva parlato di una scelta “inopportuna”, sostenendo che quel ponte è da “sempre conosciuto come passarella Firpo”, ossia “il partigiano Attila.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Andrea De Benedetti 4 dicembre 2019

    Il Che non era un mercenario ma un Boia. Fu lui a scrivere il regolamento carcerario con relative punizioni specie per gli oppositori del regime.
    Gli omosessuali erano considerati oppositori del regime che li considerava esseri disgustosi ecc.ecc. Tra le pene vi era pure quella di andare a tagliare la canna da zucchero completamente ignudo. Naturalmente l`eliminazione fisica era molto praticata assieme a tutta una gamma di torture specificate dall`argentino Che.

  • In evidenza