Ripubblicato il libro di Pietro Caporilli “Crepuscolo di sangue”. Dalla liberazione del Duce alla Primavera di sangue

martedì 10 dicembre 13:31 - di Antonio Pannullo
libro caporilli

È uscito Crepuscolo di sangue, il libro di Pietro Caporilli che conclude la trilogia composta da Acqua salata e L’ombra di Giuda. Il libro si svolge nel perioso che va dalla liberazione di Benito Mussolini dal Gran Sasso alla Primavera di sangue del 1945. Il libro è una ristampa del libro di Caporilli pubblicato nel 1963 e che era da tempo esaurito. Le Edizioni Settimo Sigillo hanno colmato questa carenza riproponendo Crepuscolo di sangue. Il libro tratta delle ultime ore di Mussolini vissute direttamente da Pietro Caporilli quando era con la famiglia al Nord come direttore della Domenica del Corriere. Crepuscolo di sangue è prefato da Fabrizio Vincenti, autore di un libro  sul Federale Giuseppe Solaro. Caporilli fa piazza pulti di molti luoghi comuni rimasti ancora oggi. Racconta la cosiddetta difesa di Roma ma soprattutto i bombardamenti indiscriminati degli “alleati” sulla popolazione italiana inerme. C’è anche un ritratto di Nicolino Bombacci, rivoluzionario comunista che alla fine approda alla Republica Sociale Italiana nelsuo sogno rivoluzionario. Caporilli tratteggia anche un ritratto dei disegnatori della Domenica del Corriere, da Achille Beltrame a Walter Molino a Gino Boccasile.

L’autore fu Legionario di Fiume con D’Annunzio

Pietro Caporilli, classe 1901, ci ha lasciato nel 1977. Giornalista, scrittore, editore, storico. Fu Legionario a Fiume con Gabriele D’Annunzio. Durante il fascismo fu redattore e direttore di vari giornali, incarichi che proseguirono anche nel prediodo della Repubblica Sociale, alla quale aveva subito aderito. Nel dopoguerra Caporilli fondò e diresse vari periodici, come L’Assalto, L’Asso di Bastoni, l’Asso di Spade. Aderì al Movimento Sociale Italiano, venendo eletto consigliere comunale a Roma. Fondò con altri la sezione del Msi di Monte Mario in via Assarotti. Che fu intitolata a Mario Caporilli, torturato e assassinato dai partigiani rossi a Livorno. Caporilli scrisse diversi libri, tra cui Guerra negli abissi e L’Assedio dell’Alcazar e molti altri. La copertina del libro è opera del pittore Di Stefano.

Lo Stato “democratico” epurò Caporilli

Dopo un periodo difficilissime, dopo la guerra, l’autore, che era stato epurato dallo Stato “democratico”, riprese la sua attività giornalistica. Tra le sue inchieste, ricordiamo quella sull’assassinio a Fregene da parte dei carabinieri della Medaglia d’Oro Ettore Muti. Quella sull’ammiraglio Franco Maugeri, poi destituito. Quella sulle imprese della Decima Mas e di Junio Valerio Borghese. Il regime lo perseguitò per le sue inchieste scomode: ebbe in tutto 56 denunce e tre mesi di carcere. Ma sempre assolto. Caporilli ha anche lavorato al del nostro giornale per anni.

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  • NICOLA DE CATA 10 dicembre 2019

    Potreste scrivere un po’ meglio senza refusi o sbagli di tastiera saluti
    nicola de cata

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