Resistenza bugiarda e violenta. Così a Bologna si punisce chi non crede alle favole sui partigiani

sabato 7 dicembre 14:02 - di Massimiliano Mazzanti
Resistenza bugiarda , il libro che sta creando scandalo a Bologna

«Resistenza bugiarda», Riceviamo da Massimiliano Mazzanti e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Bologna, guai a parlare dei partigiani in toni anche solo meno che elogiativi! Si rischierebbe meno a bestemmiare nella cattedrale durante la messa di Natale.

Tanto più se a parlarne, di tale argomento, è un libro che spudoratamente titola: «Resistenza bugiarda».

Tanto più se il libro argomenta e dimostra come le quindici più note “epopee” della lotta di liberazione bolognese sono state lungamente e clamorosamente falsate e strumentalizzate dal Pci.

Dunque, non deve sorprendere i lettori se «Resistenza bugiarda» di Maurizio Ravaglia – affidato a uno dei più grossi distributori di libri dell’Emilia Romagna – non accampa negli scaffali delle librerie Feltrinelli e Coop.

Queste catene di librerie non vogliono noie con l’Anpi, l’Associazione Partigiani d’Italia. E, dunque, il libro bisogna procurarselo altrove..

C’è, tuttavia, di peggio.
Il libro, in copertina, non ha una foto, bensì un quadro di Matteo Cannarozzi, artista bolognese.
L’immagine dipinta da Cannarozzi raffigura un momento dell’entrata degli americani a Bologna, nell’aprile del ’45.
Si vedono due “Gman” disarmare un partigiano comunista.

Ebbene, per questa colpa, l’aver fornito la copertina a «Resistenza bugiarda», notte tempo, l’altra sera, qualcuno è andato a devastare le vetrine dell’atellier del pittore petroniano.

La Bologna di Virginio Merola, l’Emilia di Stefano Bonacini e delle “sardine” è questa: una città dove, a pensarla diversamente, si viene discriminati. E  si finisce vittima di violenza. Per fortuna, però, il 26 gennaio viene per tutti.

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