Pacco bomba al Viminale disinnescato dagli artificieri. «Poteva uccidere»

giovedì 5 dicembre 11:39 - di Redazione
Viminale

Un pacco bomba potenzialmente mortale, indirizzato al ministero dell’Interno. L’ordigno al Viminale è stato disinnescato dagli artificieri della polizia all’ufficio di smistamento delle Poste all’Ostiense. Mittente del congegno mortale un sedicente movimento che si è firmato ”Nemici dello Stato”. È quanto riporta oggi il sito di Leggo. Se fosse esploso, sostengono gli investigatori dell’antiterrorismo e gli artificieri, avrebbe potuto uccidere. Nessuna rivendicazione, per ora, per il gesto. Ma dentro la busta che avvolgeva l’ordigno c’erano alcuni ritagli di quotidiani. I giornali inneggiavano al ritorno di Matteo Salvini al Viminale.

Pacco bomba al Viminale

Il pacco bomba – prosegue il sito – confezionato da mani molto esperte, era stato assemblato in due parti. La prima con dentro il detonatore, le batterie e l’innesco. La seconda, invece, era una scatola metallica grigia, simile a un hard disk portatile. La scatola conteneva materiale esplosivo. L’inquietante scoperta è stata fatta alla fine di ottobre. A fare la scoperta un addetto allo smistamento della corrispondenza istituzionale alla sede delle poste centrali. L’esperto, durante la scansione ai raggi X del pacco ha notato una piccola macchia nera dalle forme anomale. Il peggio è stato evitato con l’intervento degli agenti dell’antisabotaggio. Agenti abili nel disinnescare bombe e ordigni anche tecnologicamente avanzati.

Le indagini

Le indagini, spiega ancora Leggo, sono coordinate dal pool antiterrorismo della procura di Roma. E sono condotte dalla Digos della questura insieme all’Ucigos e alla Scientifica. Gli investigatori stanno risalendo ai terroristi che hanno inviato il pacco bomba. E stanno anche indagando su chi fosse il reale bersaglio del fallito attentato al Viminale. La modalità con cui l’ordigno era stato confezionato fanno escludere per il momento la matrice anarchico insurrezionalista. E aprono anche piste investigative diverse. La procura ha disposto altri accertamenti di natura tecnica sul congegno. Gli artificieri già nel 2017, nello stesso ufficio postale, avevano fatto brillare un’altra bomba artigianale. Gli autori avevano piazzato l’ordigno nei pressi della struttura del Viminale. L’incubo pacchi esplosivi, raggiunse livelli allarmanti nel 2011. Quando – il 23 dicembre – vennero recapitati ordigni alle ambasciate della Svizzera e del Cile.

Commenti

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  • Roberto Bello 5 dicembre 2019

    e gia’!

    …chissa’ perche mi viene in mente la frase antica: “gli opposti estremismi”.

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