Omicidio Bazzano, il custode ha sparato 5 colpi dalle finestre. Ecco chi era il ladro

giovedì 5 dicembre 16:16 - di Renato Fratello
Omicidio Bazzano

Nuovi elementi sull’omicidio Bazzano. Sono cinque i colpi sparati dal custode della villa appena fuori Bazzano in Valsamoggia (Bologna). I colpi – secondo quanto raccontato dall’uomo ai carabinieri di Bologna – sono stati sparati in aria prima da una finestra. Poi da un’altra. Il custode, 68enne, vive nella depandance della villa con la moglie più giovane. «Volevo solo spaventare i ladri e farli fuggire. Non ho mirato a nessuno», ha detto. Ora la perizia balistica, in corso da parte della scientifica, sarà fondamentale per stabilire la distanza e l’angolazione degli spari. E da dove sono stati esplosi i colpi. L’arma era regolarmente detenuta. La moglie del custode – secondo il racconto dei coniugi – ha chiamato il 118 per denunciare l’effrazione. Nel frattempo il marito è uscito per controllare gli eventuali danni. È stato a quel punto che ha trovato il cadavere dell’uomo.

Omicidio Bazzano, chi è l’uomo ucciso

L’uomo ucciso ha un’età che si aggira sui 20-25 anni. Privo di documenti la sua identificazione è ancora in corso: potrebbe essere italiano o dei Paesi dell’Est. Non era armato ma nei pressi del cadavere, davanti all’abitazione, è stata trovata una piccola torcia elettrica. I carabinieri stanno ora cercando nel terreno, con l’ausilio del metal detector, i cinque proiettili sparati in aria dal 68enne. Ma non sarà un’impresa facile vista la dimensione delle ogive e il fatto che, spesso, si deformano nell’impatto. La procura di Bologna fa sapere in una nota della segreteria del procuratore capo Giuseppe Amato che «in relazione all’episodio verificatosi questa notte a Bazzano, procederà con gli accertamenti tecnici attraverso l’ausilio della scientifica dei carabinieri. Si cercherà di verificare le modalità di esplosione del colpo, ragionando sugli spazi di applicabilità della legittima difesa e/o dell’eccesso colposo. Alla luce del punto dove sarebbe stata attinta la persona deceduta».

Commenti

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  • Erwin 6 dicembre 2019

    Se ognuno stesse a casa sua, non ci sarebbe questo rischio, piena solidarieta’ al guardiano.

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