“Non ne esci viva”: 16enni africani stuprano una minorenne invocando Allah e Corano. L’orrore postato sui social

giovedì 26 dicembre 11:57 - di Greta Paolucci
stupro a Parigi foto Ansa

Stuprano una minorenne nel palazzone di una banlieu a sud di Parigi. La bloccano. La minacciano. La terrorizzano. La violentano. Un orrore senza fine. Già, perché durante la violenza gli aguzzini inneggiavano ad Allah, al Corano e alla Mecca. Durante gli abusi ogni gesto di sopraffazione. Ogni singola umiliazione fisica e verbale, sono state filmate e condivise sui social network. Dopo la violenza subita, poi, le polemiche: con media e politica d’oltralpe a discettare sul ruolo del web in questo drammatico episodio criminale. Già, perché in tutto quanto accaduto e subito dalla povera vittima, alcuni esponenti del governo Macron hanno pensato bene di arrovellarsi su e contro Twitter che ha divulgato l’orrore, invece che interrogarsi sull’agghiacciante episodio di brutalità.

Stuprano una minorenne nella banlieu a sud di Parigi: l’orrore filmato e rilanciato sui social

Ma andiamo con ordine. Il dramma si consuma giovedì scorso in una banlieue a sud di Parigi. Due sedicenni di origine africana hanno stuprato una ragazza minorenne. Registrato la violenza. E, quindi, condiviso il video dell’orrore sui social. Il terribile episodio, raccontato dalla stampa d’oltralpe e poi ripreso anche da noi da La Verità, e oggi anche da Il Giornale, è avvenuto giovedì 19 dicembre a Morsang-sur-Orge, nel dipartimento dell’Essonne. L’agguato sarebbe stato sferrato dai due 16enni africani  nell’androne di un palazzo. Il classico maxi edificio tipico di quelle periferie francesi abbandonate al degrado. Alla criminalità. Alla delinquenza e allo spaccio. È lì che avviene tutto. L’aggressione. La violenza sessuale con tanto di invocazioni ad Allah e al Corano. L’abuso inferto con la forza dai due immigrati e dietro le minacce. Poi, il video dell’efferato scempio filmato minuto per minuto e che dura circa un minuto e mezzo, che rimbalza da un social all’altro. E che “furoreggia” in particolar modo su Twitter.

La violenza fisica e le minacce di morte in nome di Allah: fermati due 16enni africani

Dunque, come riporta il sito del quotidiano milanese diretto da Sallusti, «Le drammatiche immagini iniziano con la vittima minorenne che fugge, inseguita e insultata dai due sedicenni. Dalle loro bocche escono frasi violentissime: offese che si confondono con termini che rimandano alla religione islamica. “Giuro sul Corano della Mecca, grida e vedrai il ciaffone che ti dò”, urla uno degli stupratori alla ragazzina spaventata. In un secondo momento gli stupratori ordinano alla giovane di seguirli: “In nome di Dio, ti giuro sul Corano della Mecca: è meglio se rifletti nella tua testa e che sali da noi perché sta per arrivare una squadra […] noi siamo i più buoni, quelli che stanno arrivando faranno rimpiangere [..] su mia madre ti giuro: non ne esci viva. Morirai”. A quel punto la violenza verbale si trasforma in violenza fisica».

I social nel mirino delle polemiche: quel video dell’orrore condiviso da molti utenti

Espressione di una sottocultura della sopraffazione filo-islamista che ormai regna incontrastata nelle banlieu parigine. frutto di un radicato convincimento secondo cui le donne contano poco più di niente e sono esseri inferiori da assoggettare psicologicamente e fisicamente anche ai più bassi istinti dell’uomo. E il video dell’orrore lo testimonia una volta di più. La sua diffusione in rete ha fatto sì che quello scempio deflagrasse all’ennesima potenza. Alimentando un dibattito che si è però purtroppo arenato solo sul ruolo dei social network di amplificatori delle violenze e degli abusi. Con un solo dato a favore della giustizia: quelle terrificanti immagini, purtroppo condivise da molti utenti, hanno consentito agli inquirenti di risalire all’identità dei presunti stupratori. Che, sabato scorso, sono stati arrestati.

 

 

 

Commenti

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  • Cesare Zaccaria 26 dicembre 2019

    La religione islamica codificata dal Corano è una religione spietata contro le donne,non tollerabile in un paese civile. I mussulmani sono tutti assassini in pectore. Le moschee sono tutte illegali e gli imam devono essere espulsi.

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