Mughini sfotte Alba Parietti. Lei telefona in diretta e scoppia la rissa (video)

lunedì 9 dicembre 19:06 - di Davide Ventola

Scambio di insulti tra Giampiero Mughini ed Alba Parietti, in diretta tv. È avvenuto oggi pomeriggio a Vieni da Me, il programma di Raiuno condotto da Caterina Balivo.

Mughini stava discettando su lavoro, sentimenti e calcio. Proprio una battuta su Alba Parietti ha scatenato le ire di quest’ultima. La soubrette ha preso il telefono e ha chiesto di replicare in diretta.

Lo scrittore e giornalista aveva parlato della rissa verbale con Vittorio Sgarbi, ma anche di temi personali come il rapporto con la sua partner, Michela. La Balivo poi gli ha chiesto un’opinione su Alba Parietti. Una domanda che ha scatenato una risposta perfida. E, di conseguenza un putiferio. “Non penso che Alba Parietti sia la grande pensatrice del nostro secolo, che lei pensa di essere. Come quando parla della seconda guerra mondiale”.

La Parietti ritira fuori la storia del papà partigiano

Proprio questa frase fa imbestialire l’Alba nazionale, che chiama in diretta. Chiede di intervenire nel programma ed esordisce furibonda “Faccio molta fatica a mantenere la calma… Non accetto che Mughini dica che non conosco la storia della Seconda Guerra Mondiale, non è un argomento qualsiasi. È un tema che fa parte delle ragioni della mia vita. Mughini ha fatto la Seconda Guerra Mondiale? Ha partecipato? In che veste? Mio padre partigiano, antifascista, la Resistenza l’ha fatta non solo combattendo a rischio della propria vita. L’ha fatto anche da bambino non indossando la divisa da Balilla e prendendo botte. Mughini dice che la resistenza non sarebbe servita a niente senza gli americani».

Mughini liquida Alba in una battuta: “Un comizietto da 4 soldi”

Il giornalista replica definendo quello della Parietti: “Un comizietto da quattro soldi….”. La conduttrice fatica a mantenere la calma in studio e al telefono. Alla fine sigla una tregua. O meglio, rinvia il conflitto. Invita quindi la Parietti ad andare a Vieni da Me per tornare sull’argomento con più calma. Magari senza Mughini in studio. 

Commenti

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  • maurizio pinna 9 dicembre 2019

    E’ la solita tiritera dell’ epopea partigiana, che da anni si sostituisce alla Storia, come quei borghesi che, insofferenti alla normalità, si inventano un nobile passato.
    Ma è mai possibile che un “bambino” sia stato così eroico e saggio da rifiutare una divisa in nome di un “puro” ideale e poi quale? In un’ Italia dove anche Nilde Iotti, per sua ammissione, prese la tessera del Partito Fascista per poter insegnare.
    Così nelle scuole, per stimolare uno “spintaneo” consenso nei giovanissimi la scaramucce diventano battaglie, in tale modo piccoli angoli di territorio dove al massimo potrebbero operare 50 uomini diventano dei campi di battaglia, dove il Napoleone di turno manovrava l’Armata. Già, l’ Armata, è la grande unità a cui il Nomenclatore Organico-Tattico e Logistico di allora assegnava la BATTAGLIA, 80mila uomini, circa, contro 50. Diciamolo per la penultima volta: la Campagna d’Italia iniziata il 10 luglio 1943 terminò il 7 maggio , non il 25 aprile, del 1945 , nella conca di Vipiteno dove si incontrarono le truppe della 5^ Armata US, che avevano risalito combattendo la penisola, con quelle della 7^ Armata, provenienti da Germania-Austria. De profundis.

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