Morto a 33 anni Enrico Spada, era l’erede del clan di Ostia. Funerali blindati

giovedì 19 dicembre 14:38 - di Redazione

La questura di Roma ha deciso che per “motivi di ordine e sicurezza” i funerali di Enrico Spada, esponente dell’omonima famiglia morto in ospedale a 33 anni, si svolgano in forma privata. La funzione è in programma oggi a Ostia antica. La notizia dell’allarme per i funerali del rampollo del clan Spada è stata anticipata dal Messaggero. Una decisione presa per evitare funerali show, come avvenne anni fa per Vittorio Casamonica. La scorsa estate il questore impose i funerali in forma privata anche per Fabrizio Piscitelli, ultrà della Lazio noto come Diabolik ucciso con un colpo di pistola nel parco degli Acquedotti.

Chi era Enrico Spada

Enrico Spada era figlio di Ottavio Maciste e soprannominato a sua volta Macistino, vista la mole fisica imponente.  Negli ultimi tempi – dopo essere entrato e uscito dal carcere – aveva perso diversi chili. È morto all’ospedale San Camillo di Roma martedì notte, dove era ricoverato da alcuni giorni. Classe 1986, era considerato l’erede, il «predestinato» colui che doveva portare avanti gli affari di famiglia, di quel clan Spada che per metà è in carcere e i cui vertici sono stati condannati – in primo grado – all’ergastolo. Tra questi anche il padre Ottavio e gli zii Carmine e Roberto. Quello della testata. Enrico, invece, in quel processo a seguito dell’operazione Eclissi era stato assolto. Era tornato in libertà a fine settembre ed era per questo considerato uno degli eredi, pronto a prendere in mano le redini del clan, sradicato ma che aveva a Ostia il suo quartier generale.

Per la ceriomonia, funerali blindati a Ostia

Le forze dell’ordine saranno pronte a entrare in azione. Niente bande, musiche equivoche e Ferrari multicolori che potrebbero creare ingorghi alla viabilità. Gli uomini in divisa e in borghese saranno appostati in ogni angolo del litorale per monitorare i flussi di traffico. Per l’ultimo omaggio al figlio del boss è prevista la partecipazione delle grandi folle.

 

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