Ministero della Famiglia e della Disabilità: una battaglia di civiltà di FdI

mercoledì 4 dicembre 11:05 - di Antonio Guidi
Disabilità

Martedì è stata la giornata internazionale sulle persone con disabilità. Per la prima volta nei 365 giorni dell’anno il tema dell’handicap è stato al centro di un vivace ed attento dibattito politico e parlamentare. Dibattito come non mai svilito e banalizzato da chi in questi mesi se non anni detiene il potere ed è alla guida del nostro Paese.

Handicap, dibattito svilito

E’ stato irritante vedere il Presidente Conte che con espressione vacua ascolta le associazioni di disabili. E finalmente, come una montagna, partorisce un topolino molto molto gracile: l’istituzione di un Ufficio permanente per le politiche in favore delle persone con disabilità. “Cosa dire poi del Presidente Fico? Che parte bene chiedendo a gran voce maggiori risorse in Bilancio per le persone disabili. Ma, ahimè, inciampa rimandando tutto al bilancio prossimo?

Ministero della famiglia  della disabilità

Bene ha fatto Giorgia Meloni a rivendicare con forza l’istituzione di un ministero della famiglia e delle disabilità che possa essere punto di riferimento autorevole e generale in un momento di così grave sbandamento e sofferenza. Mai come oggi il mondo della disabilità si trova orfano di un punto di riferimento forte. “Oltre a questo 5 milioni di persone, i disabili e le loro famiglie, chiedono da troppo tempo delle risposte immediate a delle necessità urgenti:  la piena attuazione dell’articolo 30 della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Questo articolo è la chiave di qualsiasi politica seria verso i disabili.

Pregiudizi

Infatti questo articolo  prevede la piena partecipazione alla vita civile della persona disabile. Questo articolo potrebbe invertire il terribile pregiudizio: da “persona con disabilità=assistito” in quello positivo e vero di: “Persona con disabilità=risorsa”.”E’ qui che di rimando la cultura di tutti gli italiani godrebbe del beneficio del superamento del razzismo e pregiudizio”.

Pertanto, con l’attuazione dell’articolo 30 ci si muoverebbe a grandi passi verso una società più accogliente nei confronti dei propri concittadini. E’ in questo tipo di società che non possono trovare spazio le discriminazioni che vivono le persone con disabilità. Com quella subita su un social network come Tik Tok. Che attraverso dei moderatori  fa in modo che i video sul tema della disabilità abbiano una priorità di visualizzazione inferiore rispetto agli altri.

A mio avviso il vero razzismo è nel tenere bloccata in Commissione al Senato la legge sui caregiver ormai da mesi;  nel non pensare al dolore del “Dopo di noi” che morde il cuore di tutti i genitori di ragazzi disabili; nel non raddoppiare le pensioni di invalidità, nel non garantire l’insegnante di sostegno o l’assistente alla comunicazione a tutti gli studenti.

Il vero razzismo lo vedi quando la nuova legge di bilancio prevede 54 cent al giorno per le persone con disabilità ma prevede 20€ al giorno per ogni immigrato, vittima di trafficanti di esseri umani.”Ecco, oggi dopo la giornata internazionale delle persone con disabilità, giornata nella quale si è un po fatto a gara a chi aveva il migliore proposito, vorrei che iniziasse il periodo della concretezza per dare finalmente risposte certe a chi per troppo tempo è stato solo utilizzato per spot elettorali. Noi ce la metteremo tutta.

Commenti

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  • maurizio pinna 5 dicembre 2019

    Antonio Guidi ha ragione, i disabili, soprattutto quelli mentali, sono invisibili. Spesso vivono abbandonati da uno Stato bieco e baro, con genitori 80enni e disperati, perché gli interessi sono altri, perché le Leggi in materia sono vecchie o malfatte, perché con una pensione massima di 290 euro e un assegno di accompagnamento di circa 500 non cominci neppure, perché mentre in Canadà i “Piloti” sono i Centri Universitari di igiene mentale mentre da noi sono i soliti assistenti sociali che hanno già decine di incarichi, perché prima vengono i santi clandestini: dice un noto Notabile Ecclesiastico che ogni religioso deve adottare un clandestino. Rammento a quel Prelato che tanto tempo fa vi fù un umile figlio di un falegname che compiva miracoli soprattutto a favore dei disabili, Lui che aveva creato la perfezione rimediava come poteva ad una natura che si era rivelata tutto sommato imperfetta e tanto poco democratica dando tutto ad alcuni e niente ad altri. Ricordo anche che vi era un tempo in cui ai giovani sacerdoti veniva dato un libercolo intitolato “Ad immagine di Cristo”, penso che sia ora di rileggerlo.

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