Le voragini dell’Unità scaricate sugli italiani. Conte “regala” al Pd 81,6 milioni

giovedì 12 dicembre 18:27 - di Redazione
l'Unità

Conte paga i debiti de l’Unità coi soldi degli italiani. Ben 81,6 milioni di euro, mica spiccioli. Come si legge sul Giornale, la presidenza del Consiglio dei ministri non ha infatti proposto appello contro le tre sentenze del tribunale di Roma che la condannano a pagare alle banche creditrici i debiti di Unità spa. Debiti assunti anni fa dai Democratici di Sinistra che allora aveva nelle sue file moltissimi dei dirigenti e parlamentari che oggi sono nel Pd.

Conte e l’Unità

Lo storico quotidiano comunista e del Pci  stato fondato da Antonio Gramsci è morto col Pd. Non va in edicola da oltre due anni e ha lasciato una montagna di debiti. Come? Spiega Primato Nazionale, ricorrendo al principio tanto caro agli odiati padroni: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Il 5 febbraio 2000, quando Massimo D’Alema era a Palazzo Chigi, la presidenza del Consiglio si fece garante del debito che l’Unità aveva contratto con un gruppo di banche. Debito che ammontava a circa 200 milioni di euro, come ricostruiva due mesi fa il Giornale. Una massa enorme di soldi che però mancava, e quindi i Ds proposero a D’Alema, in virtù di una legge del ’98 del governo Prodi, che fosse la Presidenza del Consiglio a farsi carico di quel debito.

La legge del governo Prodi

La normativa dava la possibilità allo Stato di consentire un’agevolazione in favore dell’editoria, girandola a soggetti che non fossero editori. Il soggetto che ne avrebbe goduto era il partito del presidente del Consiglio. Le banche accettarono dato il vasto numero di immobili di proprietà del partito e la metà dell’importo venne pagata facendo ricorso alle entrate del finanziamento pubblico ai partiti. Il resto però mancava. A poco a poco quel grande patrimonio immobiliare dei Ds che era stato dato in garanzia si è disperso. E lo conferma una sentenza del tribunale di Roma: il comportamento dei Ds rivela «condotte elusive (e forse fraudolente)» e che «delineano un quadro di particolare responsabilità del debitore principale» ovvero il partito dei Democratici di Sinistra. Ora a palla passa a Conte.

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