La sinistra Usa non accetta la democrazia e accusa Trump di abuso di potere. Lui: pura follia…

martedì 10 dicembre 16:48 - di Redazione
trump

I democrats non accettano la sconfitta. E continuano a diffamare il loro peggior nemico. Il presidente americano Donald Trump è accusato di “abuso di potere” e “ostruzione del Congresso”. Sono questi i due articoli d’accusa per l’impeachment di Trump annunciati in conferenza stampa dai democratici. Trump è accusato di abuso di potere per aver anteposto le sue preoccupazioni politiche agli interessi nazionali. E di ostruzione del Congresso per aver cercato d’intralciare le indagini. Ad annunciare i due articoli dell’impeachment è stato il deputato democratico Jerry Nadler, presidente della commissione Giustizia della Camera. “Dobbiamo essere chiari: nessuno. nemmeno il presidente è al di sopra della legge”, ha dichiarato pomposamente in conferenza stampa.  I due articoli, l’equivalente di una incriminazione formale, verranno sottoposti giovedì al voto della Commissione Giustizia, cui seguirà la settimana prossima il voto dell’intera Camera dei rappresentanti.

Trump: pura follia le accuse contro di me

Pronta la replica di Trump. L’impeachment di un presidente di successo come me è “pura follia politica”. A dirlo su Twitter il presidente americano poco prima dell’atteso annuncio dei democratici, che oggi hanno elencato gli articoli di accusa nei suoi confronti. “L’impeachment di un Presidente che ha provato con i suoi risultati, fra cui produrre l’economia probabilmente più forte della storia del nostro Paese, di avere la presidenza più di successo di sempre e, più importante ancora, di non aver fatto nulla di sbagliato, è pura follia politica!”, ha twittato Trump.  “Caccia alla streghe!”.  Trump attacca i democratici su Twitter dopo l’annuncio dei due articoli d’accusa per l’impeachment nei suoi confronti. Il presidente della commissione Giustizia Nadler “dice che ho fatto pressione sull’Ucraina perchè interferisca nelle nostre Elezioni 2020. Ridicolo, lui sa che non è vero”, afferma il presidente Usa. “Sia il presidente dell’Ucraina che il ministro degli Esteri hanno detto, molte volte che non c’è stata pressione. Nadler e i Democratici lo sanno ma rifiutano di ammetterlo!”, ha aggiunto Trump. Il presidente se l’è presa anche con “Schifty Schiff (l’equivoco Schiff), ovvero il presidente della commissione intelligence Adam Schiff, da lui definito “un politico totalmente corrotto”.

La Casa Bianca: cospirazione contro il presidente

Poiché il Russiagate è naufragato, i dem lo attaccano su altri fronti. Per Donald Trump il rapporto dell’ispettore generale sulle indagini del Fbi dimostra l’esistenza di una cospirazione politica contro di lui. “Si è trattato di un tentato rovesciamento che ha coinvolto numerose persone e sono state beccate”, ha dichiarato Trump. Per il presidente americano l’Fbi ha “fabbricato prove” e “mentito ai tribunali”. Stesso parere dal ministero della Giustizia. “Il rapporto dell’ispettore generale rende chiaro che l’Fbi lanciò un’indagine intrusiva su una campagna presidenziale basandosi su sospetti flebili. Che, a mio giudizio, erano insufficienti per giustificare le decisioni prese”. Così il ministro della Giustizia William Barr commenta le conclusioni contenute nel rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, Michael Horowitz.

Russiagate: errori da parte dell’Fbi

Horowitz ha condotto un’indagine interna sui presunti abusi computi dall’Fbi ai danni della campagna presidenziale di Donald Trump, nell’indagine sui presunti legami con la Russia. Per Barr, “è anche chiaro che dall’inizio, le prove raccolte nell’indagine erano costantemente scagionanti. Nonostante questo, l’indagine e le intercettazioni sono state portate avanti per la durata della campagna e all’interno dell’Amministrazione Trump”. Nel suo rapporto, Horowitz rileva “errori ed omissioni” da parte dell’Fbi, ma nessun pregiudizio politico nei confronti di Donald Trump. L’iniziale indagine del Bureau venne accorpata a quella condotta dal procuratore speciale Robert Mueller. Che non trovò prove di una collusione tra la campagna Trump e la Russia per danneggiare la candidata democratica Hillary Clinton.

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