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La manovra economica manda in tilt la maggioranza: vertice fallito

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  1. eu7yZnsfvR ha detto:

    Da principio , nel 1946, vi fu il Movimento dell’Uomo qualunque, una sorta di partito molto simile alle sardine: nessun riferimento ai Partiti risorti dopo il ventennio, le solite utopie del tipo tutto è di tutti e prima i più deboli, ecc.,. Poi il 68 con una quantità industriale di movimenti TUTTI RIVOLUZIONARI, sfociati dopo il terrorismo nell’ ecologia e nel buonismo radical, come se la natura si curasse con gli slogan e le buone intenzioni e i problemi endemici africani, frutto soprattutto di una colonizzazione e decolonizzazione sciagurata, si risolvessero con la Legge Fisica dei vasi comunicanti. Per finire il movimento giustizialista, una sorta di post rivoluzione francese alla fase del TERRORE: chi non ottempera, giusto o sbagliato che sia va a “morte” certa. In questo caos politico sociale sussiste un Governo delle contraddizioni, che a sua volta segue e persegue alcune delle predette utopie, nato in nome di un programma ambizioso e altamente costruttivo: annientare la destra ed assicurarsi l’elezione di un Capo di Stato compiacente. Su tutto e tutti un EU tanto opportunista che ci considera come se fossimo nel dicembre del 1943: la zecca a Berlino, l’ euro come moneta d’occupazione e la politica estera azzerata. In un contesto del genere nasce un movimento di “buoni e puri”, del “qui lo dico e qui lo nego” che risolve tutto non facendo niente e cantando una canzone ipocrita perché non ha mai rappresentato nessuno se non un gruppo di compagni reggini dell’ Emilia, che la cantarono in un concorso di giovani comunisti, a Praga, nel 1947.

di Alberto Mariani - 5 Dicembre 2019