“Fiancheggia l’Isis”. Ma il terrorista arrivato col barcone resta a piede libero in Italia

martedì 24 dicembre 19:13 - di Guido Liberati
Isis, fiancheggiatore

Vi ricordate la favoletta cara alla sinistra e alle ong: “Dai barconi non scendono terroristi dell’Isis”? La vicenda di queste ore prova l’esatto contrario. Il tribunale di Brescia ha infatti condannato per terrorismo a un anno, 3 mesi e 11 giorni, tanto quanto il tempo trascorso in carcere, Yasin Khan. È un 25enne richiedente asilo del Bangladesh che era stato arrestato in un centro d’accoglienza a Montichiari, nel Bresciano. In tasca aveva un documento ritenuto falso con la data di nascita nel 1993 mentre sarebbe nato nel 1998. Attraverso internet aveva fatto propaganda in nome dell’Isis. Attività che già aveva cominciato in Libia dove risulta essere sotto indagine.

Condannato a 3 anni e scarcerato

Il bengalese era rinchiuso nel carcere di Sassari, ma il giudice ha disposto la liberazione immediata alla luce del tempo già trascorso in cella. Disponendo però il nullaosta per l’espulsione dal territorio italiano. Se il ministero degli Interni lo volesse, l’asiatico verrebbe accompagnato in aeroporto e imbarcato sul primo volo disponibile per il Bangladesh.

Sostiene l’Isis ed è ricercato anche in Libia

Per gli inquirenti il bengalese, detenuto a Sassari, con i suoi post sui social avrebbe dato appoggio all’Isis. Il 26enne in seguito ad alcuni attentati firmati Daesh aveva sottolineato la soddisfazione.  Reazioni giudicate dagli inquirenti come forme di apologia. Il giovane era arrivato in Italia già segnalato come un soggetto che avrebbe potuto radicalizzarsi da solo e in fretta. «Khan rappresenta in il cliché del radicalizzato» ha detto il pm Erica Battaglia, chiedendo una condanna a tre anni. Il tribunale solo in parte ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore.

L’arresto e la condanna comunque, hanno ancora una volta confermato la presenza di potenziali terroristi dell’Isis lungo la rotta libicadell’immigrazione. Il 26enne bengalese, infatti, è stato in Libia prima di giungere in Italia con un barcone.

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