Delrio “recita”: «Di Maio la smetta di ricattare». E finge di minacciare le elezioni: «Il Pd non le teme»

mercoledì 4 dicembre 10:52 - di Paolo Sturaro
Delrio

«Vedo minacce del tipo senza di me questo non passa oppure noi siamo l’ago della bilancia. Dobbiamo rispettare tutte le sollecitazioni che vengono dalle forze di maggioranza. A maggior ragione quando arrivano dal partito più forte in Parlamento: il Movimento 5 stelle. Ma l’approccio di Di Maio non mi piace. Ricattare gli alleati non può essere un metodo». Ad affermarlo è Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera.

«Non abbiamo paura delle elezioni», dice in un’intervista a Repubblica. «Non l’avevamo neanche la scorsa estate, quando ancora non si erano verificate due scissioni. Avremmo potuto rafforzare il Pd correndo alle urne».

«Abbiamo bisogno di un patto sulla base di quello che abbiamo deciso ad agosto nel programma di governo e sui temi comuni che anche Beppe Grillo ricorda continuamente». L’esponente dem boccia però l’idea di un contratto di governo. «Se qualcuno pensa che non sia possibile farlo ce lo dica chiaramente. Non intendiamo correre dietro a nessuno. Gli esecutivi durano se hanno obiettivi chiari. Questo – incalza Delrio – significa avere uno spirito».

Il Mes. «Non capisco la drammatizzazione. Non ho mai sentito spiegare a Di Maio dove va cambiato e perché. Ho invece ascoltato solo avvertimenti e dichiarazioni di principio. Spero che il capo politico dei 5 Stelle ne abbia parlato con Gualtieri. E abbia detto a lui dove occorre intervenire. In questi giorni il ministro dell’Economia siederà ai tavoli internazionali». Lì si discuteranno modifiche e correzioni».

Poi Delrio dà una nuova stoccata. «Mi sembra – dice – che i Cinquestelle siano caduti in una trappola populista preparata ad arte dal parolaio Salvini». Tensioni anche sulla prescrizione. «Siamo stati leali. Ma abbiamo detto a Bonafede che il blocco della prescrizione è accettabile solo se ci sono garanzie sulla durata del processo. Come sostiene anche la Consulta». Italia Viva si è astenuta? «Non è un segnale bello. Non faccio prediche, non ho niente da insegnare agli alleati».

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