Checco Zalone si sfoga: «Basta col politicamente corretto. Non si può più dire nulla»

domenica 22 dicembre 14:10 - di Redazone

Checco Zalone, del politicamente corretto, ne ha abbastanza. E lo dice senza mezzi termini in una intervista ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera. «Purtroppo non si può dire più nulla. Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa, tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali». A scatenare la polemica sono state le censure piovutegli contro per il singolo Immigrato. Una canzoncina ironica e divertente volta ad anticipare il suo nuovo film. Ma ai nuovi Torquemada del progressismo non  è andata lo stesso bene. E hanno cominciato a sparare a palle incatenate contro il povero Zalone.  «L’unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C’è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende».

A Zalone secca soprattutto l’accusa di essere razzista. «Escludo che qualcuno possa essere così stupido da pensarlo davvero. Non sono razzista neanche verso i salentini, che per noi baresi sono i veri terroni. E neppure con i foggiani, anche se molti di loro si sono risentiti per una canzone che ho cantato da Fiorello, La nostalgie de bidet: “Così proprio ogg’ so’ turnuto nella mia Fogg’, la delinquenza la spazzatura la poverté, ma finalment voilà le bidet…”. Ne approfitto per chiedere scusa ai foggiani: lo giuro, non penso che appartengano a una razza inferiore… E chiedo scusa pure ai calabresi: nel nuovo film c’è una battuta terribile su Vibo Valentia».

Zalone ci scherza su. Ma è evidente che le accuse gli hanno fatto male. D’altronde, come uomo di spettacolo, sa bene che, applicare il politicamente corretto, equivale a cancellare una bella fetta della storia del cinema. Al di là del fatto personale, è forse questa la cosa che lo infastidisce di più.

 

Commenti

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  • Giuseppe Malaisi 23 dicembre 2019

    se le cose fanno piacere alla sinistra “colta” allora puoi parlare altrimenti ti attaccano.
    la maggior parte di quelli del mondo dello spettacolo , della cultura , dell’informazione che hanno avuto “fortuna” in Italia nel dopoguerra hanno “aderito” alla sinistra social comunista.
    Gli altri sono stati messi da parte , derisi. umiliati .
    Vada avanti Checco e ci faccia divertire con la sua sana ironia .

  • Roberto Scotti 23 dicembre 2019

    Mi fanno solo pena,,amalgama di amebe,,senza cervello,,,vedono nero d’appertutto.

  • GIUSEPPE MOSCHETTO 23 dicembre 2019

    HA PROPRIO RAGIONE!!!!!

  • Maria Teresa Prati 23 dicembre 2019

    Eh bastaaaa……ma cosa ha detto di male sto Checco?
    E riuscito a proporre in chiave ironica quella che oggi è una situazione tragica……non è razzismo, questo: è intelligenza!
    Vai, Zaloooooo!!!!!!!

  • GLORIANA 23 dicembre 2019

    IN ITALIA CI PREOCCUPIAMO DI CROCIFIGGERE UN GRANDE ARTISTA COME CHECCO ZALONE PERCHE’ E’ L’UNICO MODO CHE HANNO I LADRONI BECERI BEN PENSANTI MA MAL OPERANTI DI DISTOGLIERE L’ATTENZIONE A TUTTO QUELLO CHE CI STANNO COMBINANDO CON TASSE, SANITA’,LAVORO ECC.
    FORZA CHECCO TI AUGURO CHE IL TUO FILM SIA COME SEMPRE CAMPIONE D’INCASSI TRASCORRI BUONE FESTE CHE VEDRAI CHE IL 90% DEGLI ITALIANI E’ CON TE.

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