Bomba a Brindisi, città deserta e 53mila abitanti evacuati. L’ordigno fu sganciato nel 1941

domenica 15 dicembre 11:48 - di Redazione
bomba a Brindisi

Scena da The day after per Brindisi. Oltre 53mila abitanti sono stati evacuati per il disinnesco di un ordigno bellico. Si tratta di una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale. La bomba, di fabbricazione inglese, pesa 100 chili di esplosivo. È stata sganciato presumibilmente nel 1941. La spoletta è stata danneggiata durante il ritrovamento. Gli artificieri, come riportato dal Corriere della Sera guideranno a distanza un braccio meccanico. Sistema già usato in scenari di guerra (dall’Iraq all’Afghanistan). Per disinnescare la bomba con una precisione millimetrica.

Brindisi, ordigno nel rione Bozzano

Il raggio di sicurezza per lo sgombero di case e negozi è stato fissato a oltre un chilometro e mezzo. Per la precisione 1.617 metri dal luogo di ritrovamento. C’è stata l’interdizione al traffico e alla sosta dei veicoli e al transito pedonale. L’ordigno è stato trovato nel rione Bozzano il 2 novembre. Nell’area in prossimità del Cinema Andromeda.  Infatti, erano in corso lavori relativi alla realizzazione di una multisala quando è stata trovata la bomba. La Prefettura e il Comune coordinano le attività.

53mila gli evacuati

«La situazione è sostanzialmente sotto controllo», ha informato il sindaco. Riccardo Rossi segue le operazioni dalla sala operativa della Protezione civile. «Le operazioni di svuotamento del gas sono completate». E poi ancora: «L’ultimo treno delle 7.29 è passato regolarmente nella stazione ferroviaria. Quindi anche il personale ha abbandonato la stazione. Si sono alzati in volo i droni che dall’alto controllano la città». Nelle aree di accoglienza ci sono circa 500 persone.

Artificieri in azione

All’opera ci sono quindici militari. Sono esperti artificieri dell’undicesimo reggimento genio guastatori di Brindisi, unità alle dipendenze della brigata Pinerolo. Per rimuovere il congegno di attivazione della bomba, danneggiato da una ruspa, sono al lavoro due artificieri. Inoltre, ci sono anche altri due soldati che monitorano la situazione a breve distanza. Il tutto attraverso un robot dotato di una telecamera ad alta definizione. La rimozione della spoletta è effettuata con una chiave a razzo.

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