Usa, ora scende in campo anche Bloomberg. Tra i democrat è lotta all’ultimo sangue. E Trump se la ride…

25 Nov 2019 18:17 - di Giovanni Trotta
usa trump

Usa, i democrat non sanno più che fare per ostacolare il buon governo di Donald Trump. Gli americani confermeranno the Donald alle presidenziali e la sinistra sta impazzendo. E cominciano a litigare tra di loro. “Alla gente non piace l’idea che elezioni vengano comprate”. Così la portavoce del dem Bernie Sanders, riecheggiando una dichiarazione fatta dallo stesso senatore liberal. Riferita alla discesa nel campo, già affollato delle primarie dem, del miliardario Michael Bloomberg. “Non crediamo che i miliardari abbiano il diritto di comprare elezioni. Lo ha detto Sanders in un evento della sua campagna dopo l’annuncio ufficiale della candidatura dell’ex sindaco di New York. Ed è per questo che multi miliardari come Bloomberg non andranno molto lontani in queste elezioni”. In particolare la portavoce del senatore ultra progressista ha sottolineato la differenza stra l’approccio di Bloomberg e quello di Sanders che fa affidamento principalmente sulle piccole donazioni dei sostenitori. Sono 4 milioni gli americani che finora hanno versato alla campagna di Sanders, che potranno trasformarsi in altrettanti elettori. “Questo è l’aspetto della democrazia che è in netto contrasto con quello che sta facendo Bloomberg”, ha concluso.

Bloomberg ha già speso decine di milioni

Bloomberg ha già speso almeno 30 milioni in spot nei giorni precedenti alla sua entrata ufficiale nella campagna. Inoltre ha già lanciato una campagna anti-Trump da 100 milioni e un’altra da 15 per la registrazione degli elettori negli stati chiave. Michael Bloomberg ha annunciato ieri sera ufficialmente la sua candidatura alla nomination democratica per la Casa Bianca. Il 77enne ex sindaco di New York, magnate dei media, si propone come un’alternativa centrista a Joe Biden, in un campo di candidati democratici già affollato. Bloomberg ha lanciato la sua candidatura in un video diffuso online, nel quale in parte ha riproposto la sua storia personale, in parte ha attaccato il presidente Trump. “Mi candido alla presidenza per sconfiggere Donald Trump e ricostruire l’America. Non possiamo permetterci altri quattro anni di azioni spericolate e non etiche da parte del presidente Trump. Lui rappresenta una minaccia esistenziale per il nostro Paese e i nostri valori”, ha detto Bloomberg. “Se vincerà un altro mandato – ha aggiunto – potremmo non riprenderci più dai danni”.

Bloomberg è l’8° dei ricconi Usa

Descritto da Forbes come l’ottavo uomo più ricco degli Usa, Bloomberg ha fondato nel 1981 l’omonima azienda di informazione finanziaria, divenuta un colosso mondiale. L’ex sindaco di New York non intende accettare donazioni per la sua campagna, che sarà interamente autofinanziata, grazie ad una ricchezza personale stimata in oltre 54 miliardi di dollari. Secondo quanto riportano i media Usa, Bloomberg intende non presentarsi nei primi Stati dove si terranno le primarie democratiche, preferendo concentrarsi sul cosiddetto Super Tuesday del prossimo 3 marzo. Ossia quando in ben 15 stati gli elettori democratici saranno chiamati a scegliere il loro candidato alla presidenza. Si tratta anche di un segnale, ritengono gli osservatori, che Bloomberg non si senta ancora sufficientemente sicuro in questa fase della sua campagna.

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