Stefano Cucchi, due sentenze in un giorno. Se la cavano i medici del Pertini, condannati i carabinieri

giovedì 14 novembre 18:54 - di Redazione
Stefano Cucchi

Fu omicidio quello di Stefano Cucchi. I giudici della prima corte di assise di Roma hanno condannato con l’accusa di omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. La condanna è di 12 anni. Assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ invece per il militare dell’Arma Francesco Tedesco, unico imputato presente in aula.

Condanna a 3 anni e 8 mesi per il maresciallo Roberto Mandolini e a 2 anni e mezzo per Tedesco, entrambi per l’accusa di falso. I giudici hanno inoltre assolto Tedesco, Mandolini e Vincenzo Nicolardi riqualificando l’accusa da calunnia a falsa testimonianza. La sentenza arriva nello stesso giorno in cui cadono le accuse per i medici del Pertini che ebbero in cura Stefano: prescrizione per quattro di loro, assoluzione per un quinto medico. Cucchi finì agli arresti il 15 ottobre del 2009 per droga e morì una settimana dopo all’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Stefano Cucchi, le richieste del pm Musarò

Il pm Giovanni Musarò aveva chiesto di condannare a 18 anni di carcere Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, i due carabinieri su cui gravava l’accusa di aver picchiato il geometra 31enne nella sala del fotosegnalamento alla stazione Casilina. Assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ invece per il terzo militare dell’Arma, Francesco Tedesco, accusato come gli altri due di omicidio preterintenzionale. Tedesco avrebbe assistito al pestaggio intervenendo per bloccare i suoi due colleghi, come ha poi rivelato lui stesso a distanza di anni. Il pm aveva chiesto inoltre la condanna a 3 anni e mezzo per Tedesco per l’accusa di falso e la condanna per la stessa accusa a 8 anni di reclusione per il maresciallo Roberto Mandolini, mentre il non doversi procedere per prescrizione dall’accusa di calunnia era la richiesta per Tedesco, Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini.

“Questa sentenza parla chiaro a tutti – dice il padre di Cucchi, Giovanni – Non vogliamo un colpevole ma i colpevoli e finalmente dopo 10 anni di processi li abbiamo”. La sorella Ilaria ha detto che finalmente Stefano potrà riposare in pace. “E’ stato ucciso, lo sapevamo, lo abbiamo ripetuto per 10 anni”.

 

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