Silvia Romano, ecco le fasi del sequestro deciso dai terroristi islamici e attuato dai pirati somali

mercoledì 20 Novembre 14:19 - di Giovanni Trotta
romano somalia

Silvia Romano è in Somalia. Ecco come sarebbe andata la vicenda. Ricostruisce nel dettaglio i passaggi di mano dell’ostaggio italiano Silvia Romano il rapporto della sezione specializzata anti-pirateria. Sulla base del quale l’Alta Corte del South West State ha autorizzato 23 tra arresti e sequestri di beni nei confronti di altrettanti jihadisti. Che sono coinvolti nel sequestro della cooperante italiana rapita il 20 novembre dell’anno scorso nel villaggio di Chakama in Kenya. Attualmente la ragazza è prigioniera da Al Shabaab, gruppo terrorista somalo affiliato ad Al Qaeda. Un sequestro “politico” insomma quello di Silva Romano, accusata dalla Jihad di fare proselitismo cristiano. Nella comunità dove la 24enne italiana si trovava come volontaria della Onlus Africa Milele. Ciò ha ha portato i terroristi a gestirla “con lo stesso protocollo adottato per le spie”, spostandola più volte tra diversi gruppi interni all’organizzazione per sicurezza.

Romano rapita da dei pirati jihadisti

Il rapporto al presidente dell’Alta Corte del South West, firmato dall’italiano Mario Scaramella, individua i componenti della cellula che avrebbe rapito l’italiana. E’ un’unità di pirati specializzata in rapimenti e interna ad Al-Shaabab che opera nello Stato del Sud west Somalia e in Jubaland. Si tratterebbe di un gruppo denominato Amnyat (coinvolto in numerose altre attività criminali e di business illegale), composto da nove somali e un qatarino, responsabile della gestione dell’ostaggio. Silvia Romano sarebbe stata nelle loro mani fino a fine settembre 2019. Durante questo periodo il capo dei medici di Al-Shabaab l’ha visitata, Abu Hamza. La volontaria sarebbe poi stata trasferita a Jilib nelle mani di altri cinque jihadisti, posti sotto il comando di tale Sufayan. E’ un pirata già detenuto nel carcere di Baidoa, da cui potrebbe essere arrivato un contributo alle indagini. Poi la Romano sarebbe stata trasferita nella regione di Bakool sotto la responsabilità del capo della locale cellula di Al-Shabaab.

Somalia, arrestati 23 tra pirati e jihadisti

Come si diceva, 23 tra pirati e jihadisti appartenenti all’organizzazione Al-Shaabab sono in carcere in Somalia. I 23 – pirati, capi locali di al Qaida e mediatori – sono sospettati di aver organizzato e gestito il sequestro della cooperante italiana. Ad autorizzare le richieste di arresto e di sequestro di beni è stato il presidente della Alta Corte del South West State. Mario Scaramella, da quasi dieci anni in Somalia dove insegna diritto pubblico avrebbe proposto le misure di prevenzione sui sospetti. Contattato dall’Adnkronos Scaramella, si è limitato a dire poche parole. “Bisogna astenersi da commenti e dal fornire dettagli su una vicenda in corso Indagano le procure dei Paesi coinvolti che spero assicureranno alla giustizia i criminali responsabili. Ma anche gli sciacalli, mediatori senza scrupoli, che hanno speculato e speculano sulla vita di una ragazzina indifesa”.

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