Salvini: anche io minacciato come la Segre… e sul leader della Lega sparano tutti. Da Saviano a Gigi Proietti (video)

giovedì 7 novembre 15:58 - di Redazione
Salvini

Matteo Salvini commenta così la notizia della scorta assegnata alla senatrice a vita Liliana Segre: “Le minacce, da parte di chiunque, sono gravissime. Quelle che io quotidianamente ricevo, quelle contro la Segre, contro Salvini e contro chiunque sono gravissime”. Una frase che è stata subito presa a pretesto dal fronte progressista per lanciare l’ennesimo forsennato attacco al leader della Lega.

Per il deputato del Pd Andrea Romano la frase del leader leghista addirittura legittima l’antisemitismo. Secondo lui Salvini non vede “alcuna differenza tra le minacce di squadracce antisemite e le minacce che riceve qualsiasi politico. Non è una sottovalutazione distratta e innocente”. “In realtà – conclude Romano- finge di non vedere l’emergenza antisemitismo ormai diffusa in Italia. E lo fa perché da tempo ha lanciato una rete verso il mondo dell’odio antisemita, volendogli dare legittimazione politica e rappresentanza”.

Il senatore del Pd Franco Mirabelli non è da meno: “Il fatto che Matteo Salvini si voglia paragonare a Liliana perché anche lui riceve minacce non solo è una mancanza di rispetto per una storia, ma conferma l’analfabetismo di chi non capisce cosa è stata la tragedia della Shoa e quali sono i rischi di oggi”.

Nel coro anti-Salvini entra pure Gigi Proietti: “Mo’ Salvini dice di essere minacciato? Diamo la scorta pure a Salvini così è contento!”. E aggiunge: “Forse ci siamo distratti è da tempo che in questo paese ci sono segnali strani, direi inquietanti. Spesso le dichiarazioni di persone che dovrebbero rappresentare il popolo sono preoccupanti. Io se parlo, parlo per me mentre i politici parlano per i propri elettori e questa cosa è molto preoccupante”, ribadisce l’attore.

Non poteva mancare Roberto Saviano: “La politica sovranista usa l’odio antisemita come carburante. #LilianaSegre è sotto scorta e Salvini minimizza. La propaganda xenofoba di Matteo Salvini è il problema che la democrazia italiana non ha la forza di affrontare: ciò che è accaduto alla senatrice Segre ne è la prova”.

L’ex ministro degli Interni è poi tornato sul  tema: “So che il ministero dell’Interno valuta sempre con estrema attenzione se ci sono dei problemi o meno e se ha deciso di affidare la scorta a Liliana Segre evidentemente c’erano dei motivi per farlo. Liliana Segre ha tutto il mio affetto e la vicinanza che sarà anche personale nei prossimi giorni… ma ce lo terremo per noi”. Salvini alla Fieracavalli di Verona ha aggiunto: “Negare l’olocausto nel 2019 significa che sei malato e devi essere curato da uno bravo”. Alla domanda se la Lega ha intenzione di rivedere la sua posizione sulla commissione Segre, ha risposto: “No, un conto è perseguire l’antisemitismo, un conto è dare in mano ad una commissione sovietica di sinistra la definizione di cosa è razzismo e cosa non lo è”.

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