Renzi: «Sono il Fiorello della politica». E lui: «Ma non avevamo detto che dovevamo ritirarci?»

giovedì 14 Novembre 17:09 - di Aldo Garcon
Renzi

«Sono il Rosario Fiorello della politica». Matteo Renzi ricambia la cortesia e collegandosi da Londra con l’anteprima di Viva Rai Play risponde così allo showman che aveva aperto il suo miniprogramma su Rai1 definendosi il Matteo Renzi della Rai. «E io sono il Matteo Renzi della tv», ha ripetuto Fiorello, sottolineando: «Tutti e due avevamo detto di esserci ritirati e invece abbiamo cambiato idea. Come mai?»

Fiorello: «Salvini è sbarcato su Tik Tok»

Fiorello aveva già provato ieri a chiamare al telefono durante l’anteprima del suo nuovo programma dal “chiosco” di via Asiago ma senza successo. «Ieri l’avevamo chiamata perché Salvini è sbarcato su Tik Tok», dice Fiorello. E Renzi replica: «E mamma mia è ovunque quel ragazzo». «Lei sbarcherà su Tik Tok?», chiede Fiorello. «No quella è roba che lascio a Salvini, perché è più bravo di me sui social, è assolutamente più bravo di me. Non entrerò su Tik Tok: promesso», assicura il leader di Italia Viva.

Fiorello a Renzi: «State fondando un partito nuovo?»

Fiorello si sposta sull’attualità: «State fondando un partito nuovo, Forza Italia Viva?» Ma cade la linea. Fiorello richiama e riparte all’attacco: «Questo partito nuovo che state facendo è per mettere insieme i delusi del Pd, con i delusi di Forza Italia, con i delusi dei Cinque Stelle, con i delusi del film Joker?», chiede Fiorello tra le risate. «I delusi del film Joker non ci sono. Gli altri ci sono dappertutto», risponde Renzi che poi si lancia in un’imitazione di Berlusconi: «Lei quando lavorava nelle nostre reti era un bravo ragazzo, ora è un comunista», dice a Fiorello con la voce del cavaliere.

«Nessuna polemica su Venezia»

Poi due parole per Venezia. «Vabbè è pazzesco. Penso che in questo momento nessuna polemica. Perché ognuno potrebbe tirar fuori un libro di rivendicazioni, perché il Mose è in ritardo e tutto quello che si vuole. Ma oggi tutti abbracciati a quella città straordinaria, al sindaco Brugnaro, al governatore Zaia. Non ci sono divisioni politiche, non ci sono divisioni di partito. Tutti insieme per Venezia. Poi le discussioni le faremo dopo. Per una volta la politica non faccia polemiche. Almeno stavolta, almeno su Venezia».

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