Rampelli: “Torni l’Iva agevolata per scuole guida e impianti sportivi”

venerdì 8 novembre 16:08 - di Redazione

”Le scuole guida, gli impianti sportivi, le scuole di nuoto rischiano di sparire a causa dell’innalzamento dell’Iva, in forza della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea trasferita improvvidamente nel Decreto fiscale. La Cedu in sostanza obbliga il Governo italiano a eliminare il regime di Iva agevolata imponendo l’aumento al 22% anche per quelle attività da sempre considerate di formazione anche perché fortemente condizionate da motivi di carattere sociale o di sicurezza”. Lo dichiara Fabio Rampelli (Fdi). “Le scuole guida -aggiunge- contribuiscono fortemente a garantire la sicurezza sociale, gli impianti sportivi a tenere lontani i ragazzi dalla strada, quelli natatori a insegnare alle persone a stare a galla, a non annegare, attività ancor più meritoria in una nazione con 8000 km di costa.

Rampelli:”Migliaia di attività rischiano la chiusura”

“Per evitare la chiusura di migliaia di attività formative e sportive – continua Rampelli – abbiamo presentato due emendamenti all’articolo all’art. 32 del dl fiscale. Un emendamento è abrogativo dell’aumento Iva e l’altro è per il differimento, sul modello di quanto accaduto un anno fa per la direttiva Bolkestein sui balneari”. “Mi auguro – conclude – che il governo abbia la sensibilità sociale di impedire che realtà così importanti per le famiglie italiane, per la valorizzazione dello sport e per la guida consapevole vengano massacrate e costrette alla chiusura evitando in questo modo nuova disoccupazione. Resta comunque l’amarezza per ciò che l’Unione europea c’impone senza che vi sia un’adeguata capacità reattiva da parte dei governi italiani”.

Che cos’è la Cedu

Per Cedu si intendono due organismi. Uno è la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950. L’altro è la Corte europea dei diritti dell’uomo, istituita nel 1959 proprio per assicurare il rispetto della Carta nei paesi firmatari.

Ha sede a Strasburgo ed è un’autorità internazionale indipendente. Niente a che vedere con la Corte di giustizia dell’Unione europea. Quest’ultima ha sede in Lussemburgo, che è al contrario un organo dell’Unione Europea.

 

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