Procreazione, per la Consulta le coppie gay non sono famiglia. Qualcuno lo dica alla Cirinnà

sabato 2 novembre 12:39 - di Redazione
Consulta

Occhio all’inganno. La notizia  è di quelle esplosive. Eppure, è passata in second’ordine e, per giunta, camuffata dietro le sembianze di un’altra. Parliamo della sentenza n. 221 del 23 ottobre scorso con cui la Corte Costituzionale ha rigettato le eccezioni di costituzionalità avanzate da due tribunali, Pordenone e Bolzano, in ordine alle norme che limitano l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle sole «coppie […] di sesso diverso» e sanzionano, di riflesso, chiunque applichi tali tecniche «a coppie […] composte da soggetti dello stesso sesso». Fuori dai tecnicismi, significa che la Consulta ha messo la parola fine – definitivamente, si spera – ai tentativi di coppie gay e lesbiche di appropriarsi del concetto di famiglia. Con buona pace della senatrice Cirinnà.

La famiglia è solo quella indicata dalla Costituzione

Molto abilmente la notizia era stata offuscata da una nota stampa emessa dalla stessa Consulta il 22 ottobre, giorno precedente all’emanazione della sentenza n. 221. In tale comunicato la Corte informava di aver rigettato come «inammissibile per difetto di motivazione» la questione sollevata dal tribunale di Pisa relativamente all’atto di nascita di un bambino con due madri. Un bimbo nato in Italia, ma che ha acquisito la nazionalità Usa dalla madre gestazionale.  La differenza tra le due vicende è nettissima: sull’eccezione del tribunale di Pisa, la Consulta non è entrata nel merito. Lo ha fatto invece sulle questioni sollevate dai tribunali di Pordenone e Bolzano. E ha stabilito che la famiglia è solo quella prevista dall’articolo 29 della Costituzione, cioè «la società naturale fondata sul matrimonio».

Dalla Consulta sentenza “rivoluzionaria”

La sentenza n. 221 ha portata rivoluzionaria perché mette al centro i diritti del nascituro e non la pretesa di una coppia omosessuale di ottenere per legge quel che la natura non consente: la procreazione. Un vero ribaltamento della prospettiva. La Consulta ha infatti rilevato che è giusta la preoccupazione del legislatore, a fronte delle nuove tecniche procreative, di garantire il rispetto delle condizioni ritenute migliori per lo sviluppo della personalità del nascituro. Significa che in linea di principio una coppia eterosessuale rappresenta il “luogo” più idoneo per accogliere e crescere il nuovo nato. E tutto questo a prescindere dalla capacità della coppia omosessuale di svolgere validamente anch’essa le funzioni genitoriali.

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 3 novembre 2019

    Ben detto quello della ” Valerie” tutti pensano che sia finito,,Noooooo! dietro l’angolo c’e’ la lunga mano dell’imprevisto, cioe’ di quelli che ridendo sotto i baffi dicono:- Dacci un po di tempo e vi faremo vedere. In Italia, che non e’ piu’ Italia, tutto e’ possibile, quando i ROSSI dicono si fa, non c’e’ via di uscita, si fa. La GIUSTIZIA….!!!! Quale?

  • rino 3 novembre 2019

    Che ne sa la Cirinnà della famiglia, è una animalista e si intende soprattutto di cani.

  • Rachele 2 novembre 2019

    Vorrei dire che puro essendo una tifosa di salvini su questo sogetto non seguo..

    La famiglia in termini di amministrazione e quella descittz dalla constitueione certo.
    Poi nei fatti negare un nucleo familiale alle coppie gay e un’eresia.
    Perché i fatti in termini di realta non sono giusti…
    La realta e qui adesso negarla non la toglie.

    I fatti anticipano sempre le leggi.
    Un giorno bisognera adeguare leggi e fatti.
    La storia della giurisprundenza è così.

  • valerie 2 novembre 2019

    Parola fine definitivamente? Si vede che nemmeno voi del Secolo avete capito con che massoneria avete a che fare.

  • federico barbarossa 2 novembre 2019

    Questa “lunatica” ODIA talmente tanto la “famiglia” da far diventare bianchi i capelli. Probabilmente , nata dalla parte sbagliata, è uno scherzo della natura!

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