Muro maledetto, addio. Rauti: “La sua caduta un evento storico. Ma la sinistra fa ancora negazionismo”

mercoledì 20 Novembre 18:51 - di Antonio Pannullo
muro di berlino rauti

Il muro di Berlino è sempre stato ignorato dalla sinistra europea. Ma non dalla destra, che continuava a denunciarlo anche quando era scomodo farlo. Ma la storia, come il tempo, è galantuomo. “La caduta del muro di Berlino è stato un evento radicale nella storia europea. Ha significato poter finalmente guardare ad un’Europa dei popoli che, superata la logica di Yalta, potesse cominciare a camminare liberamente. E invece anche questo trentennale non è stato celebrato in modo serio, perché dominato da una sorta di negazionismo. Ossia di difficoltà nel riconoscere che quel muro è stato il simbolo materiale dell’oppressione comunista dei popoli dell’Est. Fratelli d’Italia ha chiesto più attenzione per questa ricorrenza e una riflessione condivisa”. A dirlo la senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti, intervenuta alla visita guidata della mostra Addio Maledetto Muro.

Muro di Berlino, agevolare la memoria

“E’ anche questo – aggiunge – il senso della mostra Addio maledetto muro. Agevolare il percorso di memoria e di riflessione su ciò che divise, per 28 anni, la Germania. Ma anche l’Europa e il mondo in due. La mostra è organizzata dal Centro Studi Pino Rauti di cui Isabella Rauti è Presidente, nella sala convegni della Fondazione Alleanza Nazionale. “La mostra – spiega – contiene foto provenienti dagli archivi Nato, Cia e anche dagli archivi personali di Pino Rauti. Che sono stati donati , insieme ad altri documenti e libri, alla Biblioteca nazionale di Stato di Roma. Dagli Atti dell’archivio privato Pino Rauti (come quelli relativi allo svolgimento a Berlino nel marzo 1990 della riunione della segreteria del movimento sociale italiano di cui allora Pino Rauti era segretario)si capisce molto. E’ possibile comprendere come gli uomini del Msi non fossero impreparati alla caduta del Muro, ma fossero anzi i più legittimati ad interpretarlo . Loro di quel momento storico ne conoscevano le malate radici profonde ed erano in grado più degli altri di saper leggere la storia che c’era dietro. La storia che c’era in mezzo e la futura prospettiva europea”, conclude la senatrice Rauti.

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