Ma quali sardine, sono solo i soliti baccalà manovrati dal Pd

martedì 19 novembre 17:41 - di Aldo Di Lello

Una volta c’erano i girotondi. Apparvero e poi scomparvero sulla scia del regista Nanni Moretti, che era scontento dei dirigenti  del suo partito. Al tempo c’erano i Ds. I girotondi non erano altro che un diversivo per nascondere la crisi della sinistra. In quegli anni dominava il centrodestra. Berlusconi occupava la scena mediatica. E oscurava i grigi dirigenti della sinistra. Presentarono i girotondi come una risposta “spontanea” della sinistra diffusa alle difficoltà della struttura partito. Ma di “spontaneo” avevano ben poco, visto il modo come furono rilanciati dall’industria dei media.

Qualcosa di simile sta accadendo con le sardine di oggi. Dopo le manifestazioni “spontanee” di Bologna e di Modena , altri eventi s’annunciano in altre città italiane. Da Torino a Genova, da Milano a Napoli e Palermo.  Anche in questo caso è tutto uno strombazzamento dei media. Per accreditare l’idea del “contagio” prodigioso. Del movimento della società civile che nasce  “dal  basso” e senza “bandiere”. A Milano le sardine si esprimono con un liguaggio ittico-immaginifico. E parlano di una realtà “subacquea, non visibile in superficie, ma che è pronta a manifestare la propria presenza con migliaia di bolle di ossigeno”. Questa società civile senza “tessere” e “senza partito” reagirebbe “spontaneamente” al “pericolo” sovranista.

Ma a chi vogliono darla a bere? Il Giornale ha già documentato il legame tra gli organizzatori delle sardine modenesi e il Pd. In ogni caso, senza scoperchiare gli altarini del presente, basta riandare con la mente ai tempi del vecchio Pci. Quando, negli anni Sessanta e Settanta, sorsero un’infinità di sigle “democratiche”. I genitori “democratici”. I professori “democratici”. I magistrati  “democratici”. Gli avvocati “democratici”. E così via, in un’inflazione di associazioni “sponatenee”. L’obiettivo era chiaro. Coinvolgere i più disparati gruppi sociali con il paravento dall’indipendenza dai partiti. Ma in realtà erano tutti gruppi manovrati dal Pci. Molti in genui caddero nel tranello. Non erano altro che dei baccalà, come si dice nel gergo popolare per designare i tontarelli che si fanno abbindolare dalla propaganda. Allo stesso modo, non sono altro che baccalà le sardine mobilitate oggi dal Pd.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Maurizio Giannotti 20 novembre 2019

    Storia vecchia. I Compagni falsamente “democratici” hanno sempre creato decine di sigle per incantare i gonzi. Ma lo capivano pure i sassi che in Emilia dietro le “spontanee” mobilitazioni anti Lega c’erano solo i soliti tirapiedi irregimentati dalla Sinistra.

  • Riccardo Baschetti 20 novembre 2019

    “Sardine”? Movimento formato da una minoranza di persone antisociali che anormalmente odiano lo slogan “Prima gli italiani”, che invece viene condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani perche’ esso esprime l’imperativo morale che da millenni la natura mantiene impresso indelebilmente nel genoma umano normale. Per questo, come emerge da molte ricerche scientifiche svolte in tutto il mondo, “Gli umani dimostrano maggiore empatia per la sofferenza dei membri del proprio gruppo e aiutano maggiormente i membri del proprio gruppo” [SCAN 2015;10:1195].

  • In evidenza