L’Ocse dà una mano a Conte: «L’Italia comincia a vedere la luce». Ma c’è il trucco. Politico

giovedì 21 novembre 17:27 - di Tito Flavi

Da Parigi arriva una musica celestiale per le orecchie di Giuseppe Conte. «In Italia si comincia  a vedere una luce. Ed è bene così».  A parlare è  la capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, alla presentazione dell’Economic Outlook. Dovremmo essere tutti lieti. Non solo Conte. Finalmente usciamo dal tunnel? Ahinoi, non è così. Perché questa rosea previsione non è che un trucco politico. Dal momento che si tratta dell’ennesimo favore e dell’ennesimo aiutino al governo giallorosso. E questo volta è ancora più clamoroso degli altri. Guardando nella sua biografia, si scopre infatti che la Boone è stata per 5 anni il consulente economico di Hollande all’Eliseo. È quindi parte integrante dell’establishment socialista europeo. Lo stesso di cui fanno parte gli uomini del Pd. Solo una “pasionaria”di sinistra potrebbe esprimersi in termini così ottimistici nei confronti del governo antisovranista italiano.

Che si tratti di una malleveria  politica lo si deduce anche da questo passo rivelatore. «Quello che mi rassicura è che oggi penso ci siano le condizioni necessarie.  C’è un vero dialogo con l’Europa. Si cerca di equilibrare le riforme, il sostegno all’attività, il piano Industria 4.0».  “Condizioni necessarie oggi”, “vero dialogo con l’Europa”. Il riferimento alla “fortuna” che non ci sia più la Lega al governo è chiarissimo.

L’economista dell’Ocse  è comunque costretta ad ammettere gli aspetti problematici.  Le «misure fiscali adottate dall’Italia e una crescita più lenta» porteranno a una crescita del debito pubblico pari al 136% del Pil nel 2019 e al 136,1% nel 2020. Solo nel 2021 subirà una contrazione, scendendo al 135,6%.

Però alla fine sono tutte carezze er Conte & Company. La crescita del Pil italiano dovrebbe riprendere «molto gradualmente», come ha precisato la capo economista Boone, arrivando al 0,4% nel 2020 e allo 0,5% nel 2021 (contro lo 0,2% nel 2019). A pesare su questa situazione una «fiacca domanda esterna» e le «persistenti incertezze» dovute alle tensioni. «I consumi interni dovrebbero crescere in modo moderato, spinti dalla stabilizzazione della fiducia dei consumatori e dai tagli al cuneo fiscale per molti lavori dipendenti».

Sono veramente generosi gli amici europei del Conte 2.  Se invece ci fosse stato ancora il Conte 1, è certo che dall’Ocse sarebbero venute stime apocalittiche.

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