La favola triste di quelli che stanno (ancora) al governo. Mattarella deve chiudere questa storia

giovedì 21 novembre 6:00 - di Francesco Storace

C’era una volta un governo. Guidava un paese importante come l’Italia. In poco più di due mesi riuscì a compiere un autentico disastro. Era il secondo governo Conte, che aveva portato alla ribalta nuovi ministri alla precisa condizione che avessero perso tutte le elezioni da un anno e mezzo a questa parte. Li aveva assecondati il principe maggiore, asserragliato al Quirinale, sordo alle invocazioni popolari. Mai nessuno avrebbe potuto immaginare tanta incapacità in quasi novanta giorni di vita dell’esecutivo.

Si imbrogliavano a vicenda. Arrivando al punto di nascondersi le carte tra di loro, come avvenne in Europa col SalvaStati. Era l’Italia, come al solito, a donare sangue agli altri. Ma l’omino di palazzo Chigi non lo disse ai suoi partner e costoro si arrabbiarono. Finì con la promessa di riferire in Parlamento su quello che era riuscito a manomettere con la complicità di Angela Merkel.

La favola triste del governo Conte

Fu lite, in quel tempo, anche sulla giustizia, perché non si mettevano d’accordo su quanto civili dovessero essere i tempi di un processo. I tonni a Cinquestelle agli ordini di Di Maio lo pretendevano infinito, le sardine rosse lo sognavano senza sbarre. Il teorema era sempre lo stesso: salvare i nostri, menare il nemico. Ma “nostri” e “nemico” governavano assieme. Missione impossibile.

Dovevano accordarsi almeno sui conti dello Stato, ma cucito l’abito, corsero ognuno dal proprio sarto per farlo cambiare integralmente a suon di emendamenti. La chiamavano manovra, che non piacque neppure a Bruxelles, nonostante le accorate professioni di fede all’Europa. Elmetto in testa, deputati e senatori schierati a testuggine, a preparare, votare, inghiottire nuove tasse.

Arrivava, tornava, la sinistra al potere e anziché esultare gli operai di Taranto piangevano perché la loro fabbrica chiudeva i battenti. I proprietari non gradivano essere arrestati e rendevano pan per focaccia arrestando direttamente il colosso italiano dell’acciaio.

Sognando l’invasione dall’Africa

Un bel giorno, in quel di Bologna, si elevò l’allarme del governatore. Quello del Lazio, non dell’Emilia Romagna, che diventato segretario del Pd non trovò di meglio che invocare l’invasione dall’Africa. Più ius soli, più ius culturae. Geniale Zingaretti, e in fondo era l’applicazione di un teorema: perdere ancora consensi per restare al governo in un paese che sembrava aver vietato le elezioni.

Conte voleva scappare dall’altra parte del mondo e non trovava in aeroporto neanche un velivolo Alitalia. Se l’erano già pappata.

All’angolo della strada, l’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, dava sfoggio di umanità singhiozzando ininterrottamente per la brusca eliminazione del diritto alla casa altrui. Nel frattempo si muoveva la magistratura. Ma ad essere preso di petto era chiunque si chiamasse Matteo. Per non sbagliare, indagini contro Salvini per i porti chiusi e contro Renzi per le casse (del partito) aperte.

E’ l’Italia che vive una favola triste. Con il suo trust di scienziati della politica che distrugge tutto pretendendo di governare. E combinano solamente guai che sarà complicato risolvere. Sogniamo una fuga di cervelli all’estero da parte di costoro. Governano litigando e il popolo italiano non merita una simile classe dirigente.

Non c’è giorno vissuto in santa pace. Non ne possiamo più, signor presidente della Repubblica. Lo scrivemmo già un mese fa. Ora siamo al gioco delle tre carte. Ne prenda definitivamente atto e chiuda questa triste storia.

Commenti

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  • Nicolò de Palma 23 novembre 2019

    Mi rendo conto che la situazione dell’Italia è difficile e conoscendo gli italiani……di una certa parte del nostro Paese, risolvere i problemi che ci affliggono richiederebbero poteri speciali. Mattarella potrebbe provare con la destra, constatato il fermo assoluto di questa specie di governo.

  • alessandro decclesis 22 novembre 2019

    Non si capisce se il PDR sia ancora suddito del Napolitano oppure ritorna alla vecchia DC, in ogni caso pur di essere rieletto sta facendo troppe “inaugurazioni e troppe presenze in dibattiti, questo mi fa pensare che non vuole mollare la sua “reggia” alla prossima scadenza. Qualunque Dirigente di buon senso farebbe cadere questo governicchio che dopo due mesi di fallimenti vari si continua a tenerlo in piedi. Non credo che con la sua Esperienza il PDR si faccia influenzare dal “furbino/Foggiano” e dal Buffone/comico tenendo STIPENDIO TANTI FANNULLONI GRILLINI PER ALTRI DUE ANNI. grazie

  • Claudio Brandani 21 novembre 2019

    Siamo allo Ius Soli, allo Ius Culturae. A quando saremo allo “Ius primae noctis”?
    Attendiamo speranzosi!!!

  • Antonio 21 novembre 2019

    Favoloso riepilogo di un triste governo.

  • carlo 21 novembre 2019

    Chi ha scritto questo articolo e un fenomeno ha azzecato tutto su questo schifo di governo giallo comunista di merda quello scritto in questo articolo e completamente tutto vero prima questo esecutivo sparisca meglio e

  • Giuseppe Lovergine 21 novembre 2019

    Secondo il mio modesto parere, il M5S fu istituito solo per rendere la nostra nazione ingovernabile, il suo compito è quello di mettersi di “traverso”, sia alla destra, che alla sinistra. Detto questo va considerato anche l’inesperienza politica di questi soggetti, i quali non fanno altro che commettere errori che ci stanno portando al disastro economico. A tutto questo, aggiungerei anche il comportamento del Presidente Mattarella, il quale pur di evitare il voto agli italiani, è costretto persistentemente ad inventarsi governi di comodo, cercando in tutti i modi di evitare un governo di centrodestra.

  • maurizio pinna 21 novembre 2019

    Alla Tortuga, l’ isola della filibusta, coacervo di tutte le razze, funzionava proprio così: il sedicente Ammiraglio Comandante della Piazza il mare l’aveva visto solo quando alzava gli occhi dal ponte della nave per risciacquare la redazza, i vari capi bucanieri erano tutti dei dilettanti, ex maramaldi piovuti dal cielo o più forti a farsi largo nella marmaglia. Gente ignorante, grossolana, abituata ad incolpare tutto e tutti. Oggi l’ Isola caraibica è qui da noi, è contemporaneamente nella capitale e nelle varie piazze Loreto , dove i nuovi bucanieri, mimetizzati da pesci in barile, invocano il patibolo, le sane sprangate dei katanga sessantottini , la violenza allo stato puro. Anche i bolscevichi di Lenin dicevano che stavano difendendo la democrazia mentre bruciavano vivi gli Ufficiali zaristi nelle caldaie delle locomotive. In questo autunno giacobino il Popolo italiano deve decidersi, non è più tempo di eroi solitari che salvano la situazione per finire poi “avvisati” e “cucinati” : si vince solo se ci si muove compatti, a massa, a cominciare dagli Emiliani-Romagnoli chiamati a scegliere se preferiscono la Tortuga o la Patria.

  • fabio dominicini 21 novembre 2019

    Può darsi che mi sia sfuggito qualche passaggio, ma il Presidente Mattarella ha mai fatto qualche commento su ciò che sta avvenendo in Italia con l’attuale Governo minoritario, che Lui stesso ha avvallato ?
    Sta facendo lo gnorri ?

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