Lo scandalo Trenta s’ingrossa: pagava di fitto solo 141 euro. E spunta l’auto blu per il cane

mercoledì 20 novembre 13:58 - di Redazione
Encomiopoli

Lo scandalo Trenta si ingrossa. L’annuncio dell’ex ministra grillina di fare le valigie e lasciare l’appartamento di servizio (assegnato poi al marito) non mette fine alle polemiche.

La Trenta pagava un canone di 141 euro

Nuovi particolari mettono in dubbio le baldanzose dichiarazioni dell’ex ministra della Difesa. A cominciare dal canone di affitto mensile dell’alloggio sul quale avrebbe mentito, stando alle carte in possesso del Corriere della Sera.

La relazione preparata al ministero della Difesa per rispondere alle interrogazioni di deputati e senatori sul caso – riferisce il Corriere  – svela infatti nuovi dettagli sulla procedura seguita. E soprattutto accende i riflettori su una bugia. Elisabetta Trenta pagava un canone irrisorio di 141,76 euro al mese. Molto meno di quanto lei stessa aveva detto di pagare. Per l’appartamento di 180 metri quadrati nella zona di San Giovanni, l’ex ministra aveva riferito a radio Capital di pagare «oltre 540 euro,  che è tanto». Aggiungendo la rata per  gli arredamenti – continua il Corriere – diventano al massimo 314,95 euro di affitto.

La procedura sotto la lente della procura militare

Sarà l’inchiesta a stabilire se la procedura per l’assegnazione è stata corretta. Sulla vicenda la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo a modello 45. Senza indagati né ipotesi di reato per valutare la correttezza dell’operazione. Pressata dai 5Stelle e sotto la mannaia di dover riferire in Parlamento, la Trenta continua a dire che è tutto regolare. «Mio marito ha comunque presentato un’istanza di rinuncia all’alloggio». Un’ammissione di colpa? Naturalmente no. La mossa è dettata per «salvaguardare la serenità della famiglia». E tacitare «la schifezza mediatica».

Meloni: ora anche il cane Pippo scortato

Ma non è tutto. Un articolo del Messaggero rivela un dettaglio che la dice lunga sulla presunta vocazione anti-casta dei 5Stelle. Il cane dell’ex ministro, Pippo, è stato più volte accompagnato al ministero della Difesa dall’auto di servizio pagata dallo Stato. Nel pezzo di Mario Ajello si parla di un altro inquilino dell’appartamento “incriminato”. Uno schnauzer nano, alla quale l’ex ministra era affezionatissima e che voleva sempre con sé. Il quadrupede, che scorrazzava per i corridoi del Ministero, veniva prelevato con l’auto blu dalla casa di San Giovanni per raggiunge la sua padrona ministra.

La notizia è stata subito commentata da Giorgia Meloni in un tweet. «Dopo lo scandalo della casa a cui non voleva rinunciare, ora  si aggiunge una notizia clamorosa. La scorta con l’autoblu (pagata dai contribuenti) al cane dell’ex Ministro Trenta», scrive sdegnata la leader di Fratelli d’Italia. «Alla faccia della lotta ai privilegi del M5S!».

Commenti

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  • Renato Rimondini 21 novembre 2019

    tra scorte inutili (Saviano ed ex Presidenti della Repubblica) non può stupire, che la ministra grillina eletta per un cambiamento epocale – i vitalizi non rivisti proprio perchè altra deputata grillina si è dimessa e la commissione (?) deve essere reintegrata -, usi i nostri soldi per sgambare il cagnolino Pippo.
    Siamo a livelli peggiori della prima repubblica. Voglio leggere se anche di questa vergogna sarà accusa il solito Salvini

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